Archive for Marzo, 2004

Sarta di giorno,puttana di notte

Mercoledì, 31 Marzo 2004

La mia vicina si chiama Pina,o Tina non ho mai capito bene.
In questo periodo la chiamo Pina.
Pina ha il vocione e fa la sarta.
Io abito al quarto piano e lei abita al quinto.
La mattina si alza alle sette e comincia a lavorare con la macchina da cucire che fa un rumore allucinante.
Io per vendicarmi metto la cover di “Papa don’t preach”di Kelly Osbourne, a tutto volume. A tutto volume cazzo.
Lei non mi rimprovera mai.Io nemmeno,anche se poi vado sul balcone e vedo che ci sono tutti i fili e i pezzi di stoffa del suo ultimo lavoro. E lei li ha sbattuti nel mio balcone!!!
Io sorrido sempre a Pina.Lei lo stesso, ma fra di noi c’è una piccola competizione.
Quando sono arrivata a Milano e non sapevo ancora chi fosse la mia vicina,suonavo tutti i pomeriggi con la chitarra e cantavo gli Afterhours.
Pina ha sentito me e per gareggiare ha cominciato a cantare Giorgia.
E così facevamo a gara a chi cantava più forte..
Non ce lo siamo mai detto,ma lo sappiamo che è così.
Una sera mentre tornavo a casa con un mio amico (era notte fonda cazzo!)l’abbiamo vista che scendeva da un macchinone tutta agghindata e quando mi ha visto faceva la vaga…da lì è nato il fatto della “sarta di giorno e puttana di notte”
Perchè cazzo bisogna arrotondare..
Pina va sempre a ballare alla disco dei 50enni che si chiama “L’intreccio”.
E la becco quando si veste tutta figa e aspetta l’uomo davanti al parchetto.
Qualche settimana fa ero con Gigia e le stavo dicendo:”hai visto Pina!Sarta di giorno e puttana di notte!adesso anche io devo fare così”
Poi mi sono girata e ho visto che Pina era proprio lì dietro di me…ma sono la solita drogata e non me ne sono accorta!
Che figura di merda.
Pina è triste perchè suo marito le è morto..e io quando la vedo penso alla sua solitudine…penso a lei che piange mentre cuce i miei vestiti..
E le voglio bene.
Ma cazzo Pina dimmi perchè ogni volta che mi devi accorciare una gonna mi fai pagare 6 euro!
Cazzo è troppo!
Va bene,va bene ma solo perchè sei tu.
Solo perchè sei sarta di giorno e puttana di notte.
La mia vicina ideale.
Non potevo averne una migliore.
Per me puttanella quanto basta.

Petali

Lunedì, 29 Marzo 2004

I miei piedi nella terra.
Il vento accarezza il mio corpo nudo.
Sono una rosa selvatica e non ci sono vestiti per me.
Il mio viso contro il sole.
I miei petali bagnati di pioggia.
Il mio ventre e il mio petto sono spine…
Non voglio più stare qui…
Voglio vedere cosa c’è al di là di questo recinto…
Raccoglimi e portami via con te…
Voglio sbocciare fra le tua mani…
Voglio vedere quello che vedono i tuoi occhi.
Voglio respirare l’aria che respiri tu..
Sono solo un fiore e non ho voce…
…ma se mi terrai con te saprò scolpire le mie parole nella tua carne.
Ho bisogno del tuo polline.
Si…qui appoggiami qui…perchè voglio vederti bene..
Voglio vederti sempre…
E quando soffrirai,asciugherò le tue lacrime con i miei petali…
Ogni petalo per ogni tua lacrima.
Voglio appassire mentre ti guardo dormire..
Non mi interessa se stare qui mi farà morire in fretta..
Ho visto cosa c’è dall’altra parte del recinto…
Sono solo una piccola rosa selvatica…
E anche se perderò il mio profumo…e la mia bellezza…
…rimarrò sempre viva nel ricordo dei tuoi occhi su di me.

Non voglio un anello…ho già la mia corona di spine

Venerdì, 26 Marzo 2004

Buio

Sono stata male. L’omino nell’intestino si è svegliato…e ha cominciato a graffiare.
Me lo sentivo che sarebbe successo qualcosa.
Guardo la cassetta della posta e trovo una lettera del mio ex stronzo.
La merda.
Dice che verrà a lavorare a Milano.
Sono andata in crisi…ho cominciato a piangere come una pazza…
Non voglio ritrovarmelo dietro la porta di casa come l’ultima volta…che è entrato con la forza..e mi ha dato uno schiaffo..non voglio cazzo..
Non voglio avere niente a che fare con la sua violenza.
Odio la violenza.
Mi scrive che è pentito e che mi vuole bene.
Io lo disprezzo, tantissimo…per tutto quello che mi ha fatto.
Per quando mi ha lasciata sanguinante in una strada di campagna, senza neanche un fazzoletto.
Per quando mi ha fatto salire in macchina e ha cominciato a picchiarmi, mi ha fatto un occhio nero e mi ha strappato la giacca.
Completamente strappato.
Io volevo saltare giù dalla macchina in corsa.
Ma mi teneva per i capelli.
Ero in trappola.
Giuro che sarei saltata e non mi sarebbe importato di farmi male.
E quando sono tornata a casa mia mamma mi ha aperto la porta.
E mi ha vista in quello stato.
Dice che è pentito amaramente, per tutto quello che mi ha fatto.
Io non gli credo.
Io non lo perdonerò mai.
Adesso deve stare lì fermo con i suoi fottuti sensi di colpa.
Solo lui e il suo rimorso di merda.

Luce

Giò mi ascolta piangere.E mi dice di andare a casa sua.
Ci mettiamo a vedere un film e mi tranquillizzo.
Giò non sta ancora molto bene,ma io gli ho dato un sacco di baci,e poi abbiamo riso.
Torno al lavoro e vedo che ho creato come al solito una confusione di cazzi.
Rido.
Rido.
Rido.
Il fatto che sia a casa e la gente si proccupi per me,mi riempie di gioia.
Non mi fa sentire sola in questo momento.
E se questo non si chiama amore allora voglio sapere come cazzo si chiama.
Mi rendo conto che quello che c’è dentro e fuori di me è molto più bello e forte di tutta la merda che ogni tanto sale a galla.
Quasi piango.
Mi commuovo..e le lacrime scendono silenziose come delle piume.
Accanto a me c’è una persona stupenda.
Io la adoro.
Ho parlato con il mio letto e mi ha detto che vuole che sia lì con me.
Tu,nella mia metà del letto.
Tu,fra le mie lenzuola di sangue.
Tu,nel mio bagno,nelle mia cucina,sul mio tavolo mentre scrivi.
Tu,nella mia lacrima e nel mio sorriso.
Non voglio coronare un sogno.
Non voglio un anello.
Non voglio regali.
Te,voglio solo te e nient’altro.
Solo te.

Underground

Mercoledì, 24 Marzo 2004

La ragazza nera

Sono in metropolitana,io adoro la metro,il tunnel,i treni,l’aria che si respira lì sotto.Mi piace il sottosuolo.L’energia viene da lì.
C’è un sacco di gente.A me piace guardare la gente.Io capisco cosa sentono le persone.
C’è questa ragazza nera con il disprezzo negli occhi.Continua a tossire e sputa per terra.Poi con il piede calpesta la sua saliva.
Io so cosa prova.Lei qui non è a casa sua e manifesta il suo disprezzo in questo modo.
Qualcuno ha abusato della sua pelle nera e lei si sta solo ribellando.
Quando vivevo a Londra,facevo di tutto per manifestare il mio disprezzo per gli inglesi.
Perchè anche loro hanno abusato di me.
Abusato.
Di me.

Bomber

Il treno sotterraneo viaggia velocissimo.Dondola.Guardo il mio viso nel finestrino nero.Sono in conflitto con la mia immagine e non voglio guardarmi.Mi odio.La metro è piena di sconosciuti.
Ma penso cazzo,che potrei trovarmi con una bomba sotto il culo,e magari lo sconosciuto che è seduto vicino a me,adesso,potrebbe essere l’ultima persona che vedrei.
Immagino un’orgia di corpi sanguinanti e lui che mi dà la mano.
Io lo farei.Se sapessi che stiamo tutti per morire,e siamo fottuti per la bomba,il fuoco e il fumo,io preferirei tenere la mano di qualcuno.
E quindi estraneo,sconosciuto…non c’è niente di male se io appoggio la mia testa sulla tua spalla.
So che è strano.Penso di essere l’unica persona al mondo a fare queste cose.
Quando mi appoggio l’estraneo di turno di solito mi chiede:”tutto bene?”e io rispondo di si.E dico che nel mondo c’è bisogno d’amore.E resto così mentre penso di saltare in aria.
E vedo il mio cervello spappolato sul finestrino nero.

I feel

Sento le cose.Cazzo.Sento i sentimenti della gente.E non è colpa mia.
Non sto dicendo che sono una strega.
Dico che sento cosa prova la gente.
Sono sempre stata così.Fin da qaundo ero piccola.Piccolissima.
Io sentivo.Capivo.Ma non sapevo come dirlo.
Mi ricordo che potevo avere 4 anni.Ho visto mio padre che stava male.Io avevo già capito tutto. Avevo capito che era morta la sua mamma.
E vedevo mio padre che piangeva di nascosto.
Lui amava sua mamma come una dea.
Avevo solo 4 anni e gìa avevo capito tutto.
Non prevedo le cose.Infatti Marco se n’è andato e io sono arrabbiata.
Perchè avrebbe dovuto venire a salutarmi,prima di andarsene per sempre.
Ho la sua foto nell’armadio. E ci parlo sempre.
Non me ne frega un cazzo di sembrare una pazza.

Tu

La tua maglietta è la mia seconda pelle.
Mi piace tantissimo ridere con te.
Il tuo cazzo sa di dash, ma questo perchè tu sei pulito.
Troppo pulito.
E’ per questo che hai i tuoi casini, perchè sei troppo puro.
Troppo. Io mi accoppio solo con la gente pura.
E sono felice che tu sia il mio amante.
Tu sei entrato dentro di me.
E quando l’hai fatto io ho toccato il tuo dolore e mi è uscita una lacrima.
Perchè ho sentito quello che senti tu.
Non posso fermarlo…non ci riesco.
Posso solo dirti che nella tua guerra io sarò la tua spada.
Usa me per difenderti.
Rido,e mastico il tuo sorriso.

Underground

I miei pensieri metropolitani.Io sono una creatura del sottosuolo.
E sono nera e fuligginosa.Come l’aria del tunnel.
A volte mi sento fuoriposto in questo mondo…
Così ho elaborato questa immagine.
E l’attaccherò dappertutto.E poi metterò il mio vestito più bello.
Mi pettinerò i capelli.
E aspetterò sul letto con le cosce aperte.
Si decisamente non appartengo al mondo che sta in superficie.
Decisamente.Underground.
Underground like me.

Giocami

Lunedì, 22 Marzo 2004

Sei venuto.Sei venuto davvero. Non credevo che l’avresti fatto.Fino a quando non ti ho visto con la valigia sotto casa….
Abbiamo fatto l’amore…lo sapevamo tutti e due che sarebbe andata così.
La mia dolce tortura…la bellezza e la felicità si manifestano in mille forme diverse…e non sono quelle che abbiamo noi nella mente…anzi,sono tutto l’opposto.
Tu non c’entri un cazzo con il principe azzurro. Ma per me forse lo sei davvero.
No non sei azzurro.
La tua lingua ha accarezzato le mie labbra.
E Vasco cantava “giocala…giocala…giocala…”
E tu l’hai fatto…te l’ho chiesto io…
Fottimi.Fottimi.Fottimi.
Perchè mi piace stare qui a sentire il tuo respiro sul mio collo.
E non ti conosco neanche.Ti ho visto solo una volta. Ma ti voglo dentro me.
Siamo rimasti a casa per due giorni…in isolamento.
Aggrovigliati fra i piatti sporchi,le lenzuola bucate dalle mie distrazioni… e mille mozziconi di sigaretta.
Perchè siamo due marcioni.
Perchè le nostre anime sanguinano.
E tu lo sai.
E io lo so.
Le tue dita sono rimaste impigliate fra i nodi dei miei capelli.
Il mio corpo ha assorbito il tuo odore. E il tuo sperma.
Il mio corpo ha assorbito il tuo dolore.
Sento i tuoi graffi sulla mia schiena. E ne voglio ancora.
Ancora. Ancora. Ancora.
Voglio sentirmi posseduta.
E lo so che non sono perfetta.
Lo so.
Fottimi.Fottimi.Fottimi.
No nenache io sono perfetta.
ma vivo di emozioni e anche se il mio corpo continua a dimagrire,io resterò sempre viva fino a quando avrò un’emozione a cui aggrapparmi…
Giocami.Giocami ancora.
E ancora….ancora….ancora…

Lasciami giocare con la mia bambola

Venerdì, 19 Marzo 2004

Tantissime volte ho desiderato ucciderti.Ero drogatissima e passavo il tempo a desiderare la tua morte.Papà.
Non mi hai fatto mai una carezza.Non me le ricordo.
Tu fondamentalmente sei un violento.Un aggressivo.
Ti ho odiato con tutta me stessa.Ma ti amo papà.
Adesso ti amo.Adesso capisco.
So.Che avrei dovuto essere un maschio.Ma io sono nata così.
E non sarò mai un uomo.Non potevo fare le cose da ragazza.
Io volevo i capelli lunghi.
Da quando mi sono allontanata da te papà..i miei capelli sono lunghi.
Mi ricordo i tuoi schiaffi.Non mi sono opposta.Mai.
Lo facevo solo quando ero drogata.E tu lo sai.Ero fuori.
Non mi hai mai capita.Sono stata costretta a mentirti.
Eri geloso di me,del fatto che i ragazzi potessero contaminarmi.
Ma papà…io sono già contaminata.
Io sono contaminata.
Papà il nostro amore è contaminato.
Ora capisco.Che tu sei stato il mio antagonista.Se non avessi avuto te come nemico,non sarebbe stato lo stesso.
I nemici veri si amano…papà la nostra vita insieme è stata una lotta.
Una guerra a mani nude.
Le tue mani nude.Su di me.
Su di me.
I segni della tua incomprensione.
Su di me.
E questo non è giusto.Io ero solo una ragazza.
Ma ti amo papà.
Senza di te non sarei mai potuta essere quello che sono adesso.
Il mio disprezzo per te,quello che provavo…mi ha spronata a dare il massimo.Perchè io volevo stupirti.
Io volevo che tu non pensassi a me come uno sbaglio.
Io.Uno sbaglio.
Ora ci amiamo,ma non ce lo diremo mai.
Tu papà devi imparare a chiedere scusa.Devi imparare ad essere umile.
Solo questo.Perchè stai invecchiando,e non devi rimanere solo…
Papà.Ti voglio bene.
E anche se non me lo dirai mai,non mi farai una carezza,non mi bacerai,io lo so che me ne vuoi anche tu.Ma non starò qui ad aspettare che tu me lo dica.
Non voglio una conferma.
Mi manchi a volte.Mi manca l’odore dei tuoi vestiti.L’odore dei tuoi capelli.
Si mi mancano anche le tue mani.
Papà.Per sempre.

Nello Specchio

Mercoledì, 17 Marzo 2004

Fuori non c’è più il sole. Sono rilassata sul tappeto.
Ho i capelli bagnati. Non ho bisogno dell’asciugamano.
La nudità è la mia dimensione ideale. Le gocce d’acqua scivolano dai miei capelli,sul mio corpo. Sembrano lacrime della pelle. Mi lascio accarezzare da questa tortura.
Sono fatta. I miei gesti sono lenti e rilassati. I pensieri mi cadono dalla bocca.
Di fronte a me lo specchio.Guardo la mia immagine che sta guardando me.
Mi osserva. Mi osserva parlando di me.

Sei vanitosa.Io ti conosco.E non fare quello sguardo dolce,che con me non attacca.
Io ti vedo.Io so tutto di te.Vedo il tuo dolore.
La mattina vedo la tua faccia stropicciata dal sonno.Vedo i segni degli incubi sul tuo viso.E sono contenta.Tu non potrai mai nasconderti da me.
Perchè io ci sono e ti guardo sempre.
Ti vedo quando la gente parla e tu fai le smorfie.
Conosco tutte le tue smorfie.E le tue espressioni artificiali.
Conosco bene ogni tuo difetto.
Ho visto ogni centimetro del tuo corpo. Tutto il tuo corpo.Tutto.
Ti ho visto con gli occhi tumefatti dalle lacrime.
Ho contato i lividi che avevi sul corpo.
Ho esaminato i loro colori.
Non ce la farai con me.
Non ti potrai mai nascondere da me.
Io sono l’occhio dietro la tua testa.
Ti ho vista mentre pulivi il sangue del tuo amante.
Hai fatto passare due anni.E poi l’hai pulito finalmente.
Era lì schizzato fin sopra il bordo della finestra del balcone.
E tu lo esponevi in silenzio come un trofeo.
Ti ho vista.Sei cattiva.
Sei amara.
Adesso magari vorrai rompermi,ma sappi che anche se mi romperai,io da ogni piccolo frammento,continuerò a guardarti. Si continuerò a guardarti e sarò in un frammento così piccolo,che potrei anche entrare nel tuo occhio.
Nel tuo sangue.

Sono paralizzata,ho ascoltato ogni tua parola.
Tua.Di te.Che vivi nello specchio.
E’ vero hai ragione,tu sai tutto e conosci tutto,ma sei fredda.
Tu non potrai mai sentire.
Non sentirai mai il calore di un abbraccio.
Sei gelosa di tutti gli uomini che ho abbracciato e che mi hanno avvinghiata.
Tu fai quello che faccio io.Ma non potrai mai provare le mie emozioni.
Tu sei la superficie,io sono il fondo.
Non sentirai mai il calore del mio amante.
Il sapore di un bacio.
Il freddo che brucia la pelle.
Il dolore di una bugia.
Tu hai catturato l’immagine di quelli che ho amato.
Ma non ti resta niente.Solo un’immagine.
Sei fredda,guarda il mio corpo è in piedi davanti a te.
Siamo una davanti all’altra,la mia mano,il mio respiro,lascia un’impronta,qui sullo specchio.
Io sono calda,io esisto e tu no.
No,non ti romperò,senza di te io non avrei senso,non esisterei.
Senza di te…imprigionata..nello specchio.

Fa che non sia un uomo

Martedì, 16 Marzo 2004

Torno a casa.Ho un sacco di cose da fare.
La lavatrice.Cazzo.Devo mettere a posto la spesa.
Mi è arrivata la bolletta della corrente elettrica.Bella merda.
Oggi chiamo il call centre dell’Enel e li insulto un pò.Appena ho tempo.

Sono giù. Michele mi ha girato una notizia in cui c’era scritto che una ragazza del mio paese è morta.
Mi ha preso male,perchè la conoscevo. Ha sempre avuto un aspetto da malata.
In questi giorni mi manca il mio paese. La mia famiglia.
Lì sono tutti al sicuro. Io invece mi cago in mano per andare a lavorare la mattina in metro.
Non è giusto cazzo.

Io sono cristiana e prego. A modo mio.
Non uso le formule.
Detesto i preti. Quando ero piccola,il mio prete preferito,il migliore,l’hanno trovato appartato nel boschetto con la mamma della mia amica.
Da quel giorno odio i preti. E poi giravano voci strane,tipo che padre R.si faceva le seghe e roba del genere.
Ho smesso di andare in chiesa e ho cominciato a fumare.
Io rispetto le regole di Dio. Mi comporto bene con tutti e cerco sempre di aiutare gli altri.
Non mi tiro mai indietro. Mai.
E quando prego parlo con Dio.
E gli dico delle cose.
Non prego sempre ad alta voce,certe volte lo faccio nella mente.Pensando.Lui conosce i miei pensieri.
Ieri abbiamo parlato io e Dio.E gli dicevo che non voglio morire in un attentato.Perchè non ho fatto un cazzo di male.
Non voglio rimanere intrappolata sotto la metropolitana.
Gli ho detto che certe volte mi sento sola.E che questa metà del letto è fredda.E se un giorno dovessi morire nel sonno nessuno se ne accorgerebbe,perchè la mattina nessuno mi viene a svegliare.
Quando sei da solo certe cose le pensi più facilmente.
E anche io ho i miei momenti.Cazzo.
A me sembra che ci sia solo un sacco di odio…e non capisco perchè.

Alla fine tutti dicono(anche l’angelo custode)
“Che te ne frega?se devi morire,muori a casa come fuori ecc.”
E’ vero.Ma io non voglio morire.
Eppure certe volte ho la sensazione che qualcuno mi stia aspettando dietro l’angolo.
Ed è una donna.
Ho pregato Dio per questo.
Sono nata con una donna e voglio morire con una donna.
Gli uomini mi hanno già portato all’inferno.
E allora nel silenzio prego Dio e chiedo
“….ti prego..ti prego….fa che sia una donna…fa che non sia un altro uomo.”

Abbraccio

Lunedì, 15 Marzo 2004


Ho passato il fine settimana ad abbracciare gente.
In settimana mi ha chiamato Luca.Lui è caduto dallo stadio durante la partita dell’inter qualche anno fa.Io odio lo stadio.
Era in ospedale,aperto dalla testa in giu’.
Non ho mai visto nessuno con tanta tenacia.
Luca ha gli occhi blu,ma blu,blu,che nessuno li ha mai visti così.
Ora è guarito,mi ha chiamato per festeggiare il suo compleanno in agriturismo.Dovevo andare al concerto di Simone.Vaffanculo.Ho voglia di rivedere Luca.
Siamo in montagna.Ci sono tutti,tutti,28 ragazzi e io.
Ho rivisto amici che non vedevo da 4 anni.
Tutti sono come prima,ci siamo abbracciati,abbiamo bevuto.Ci siamo drogati.
Sotto il tavolo giravano i piatti con le strisce di bamba.
Ho mangiato benissimo.Ho bevuto il vino nelle coppette di creta.Come nel medioevo.
Ero seduta vicino a Luca.
Io e lui abbiamo anche fatto l’amore in campeggio una volta.Prima di cadere.
E siamo stati tutta la notte in spiaggia.Con la sabbia che mi entrava dappertutto.Quanto mi piace fare l’amore sulla sabbia.Le piante coprivano le nostre nudità.E quando abbiamo finito era giorno.E siamo scoppiati a ridere.
Quando sono andata a trovare Luca in Ospedale,lui stava dormendo.E io gli ho dato un bacio per svergliarlo.
Un po’ ci siamo sempre amati io e Luca.
Mentre tornavamo a casa,ci siamo abbracciati.In macchina.Fuori pioveva.
Sembra che sia condannata a passare il sabato notte in macchina fra le braccia di qualcuno.

Sabato notte.In macchina.Fra le braccia di qualcuno.La pioggia.
Mi mordo la lingua.

Domenica Gigia è venuta da me,per fare uno spinello.Gigia mi fa un pò da mamma con quei suoi capelli lunghissimi.
Mi ha raccontato questa storia,che non conoscevo perchè non ho visto la moglie del soldato.

La rana e lo scorpione

Lo scorpione deve andare dall’altra parte del fiume,allora chiede alla rana:”Mi accompagni dall’altra parte del fiume?”
E la rana risponde:”No,perchè tu mi pungeresti e io morirei.”
Allora lo scorpione risponde:”Io dovrei essere stupido a pungerti,perchè se ti pungessi,tu moriresti e io annegherei con te”.
La rana rimane a pensare per un po’ e poi dice:”Va bene mi hai convinta,salta su in groppa”.
Arrivati dall’altra parte del fiume,lo scorpione prima di scendere la punge.
E la rana prima di morire chiede:”Ma perchè l’hai fatto?Perchè mi hai punto?”.
E lo scorpione risponde:”Io posso fare qualsiasi cosa,ma non posso andare contro la mia natura”.

Questa favola mi è piaciuta tantissimo.Io e Gigia dopo che me l’ha raccontata ci siamo abbracciate.
E poi sono rimasta a casa.
Ad ascoltare Lovesong dei Cure.

Sabato notte.In macchina.Fra le braccia di qualcuno.La pioggia.
Mi strappo un capello.
Sabato notte.In macchina.Fra le braccia di qualcuno.La pioggia.
La mia bocca sanguina.

Candy Candy è peggio di me

Venerdì, 12 Marzo 2004

Sono sul letto di casa mia,ho fumato la mia canna,e sono qui,stesa immobile.
Ho visto una piccola,piccola ragnatela che penede dal soffitto. Mi piace come si muove, adoro i ragni.
Non so perchè mi sento così stanca,e non ho voglia di preparare la cena,a casa c’è un casino,devo fare la lavatrice,devo farmi un bagno, sto da schifo.
Penso di aver messo su un paio di chili, e sono felice, io sto bene con me stessa,quando mia mamma mi vedrà, non mi dirà che sono sciupata.
Le ultime volte prima di incontrare i miei, mi davo i pizzichi in faccia per farmi venire un bel colorito.
Io sto bene con me stessa.
Passare una serata a casa da sola,lasciandomi travolgere dai miei pensieri,per me è piacevole,io sono la mia migliore amica.Io sono il mio migliore amante.
Mi tuffo nella vasca da bagno, mi piace l’acqua bollente. Mi piace sentire questa piccola sofferenza mentre mi immergo. Mi piace sentire la pelle che brucia.
Mi asciugo i capelli, sono lunghissimi, li farò crescere per sempre. Non ho mai avuto paura dei dottori. Mai. Sono sempre stata coraggiosa,mi piace guardare l’ago che mi entra nella carne. Mi fa sentire forte.
Ho paura delle parrucchiere. Le odio.
Mio padre mi faceva taglire i capelli come un maschio.
Mi portava dal barbiere.
Anche quando avevo 15 anni, ogni volta che facevo una cazzata, il suo modo di punirmi era di farmi tagliare i capelli.
Quanto ho sofferto per questo. Io volevo essere come Barbie, volevo i capelli lunghi. Invece lui mi obbligava a farmi la zazzera. Io mi sentivo una scimmia. Una volta li ho fatti verdi e tutti mi dicevano che l’incredibile Hulk mi aveva sborrato in testa.
Da quando sono andata via di casa nessuno mi dice come devo portare i miei capelli. E ora sono lunghi, del mio colore naturale, con i boccoli. Vaffanculo.
A casa da sola. Penso a quello che dicevo una settimana fa all’angelo custode. Di tutti i casini che ho combinato quando ero piccola.
Mi mettevo sul bordo della strada e sputavo nei finestrini delle macchine che passavano.
Facevo la pipì sullo zerbino delle mia vicina, perchè gridava sempre.
Entravo nelle case della gente e rubavo tutto quello che mi piaceva.
Una volta ho fatto la cacca e l’ho buttata sul balcone della vicina.
Ho preso un sacco di botte per questo.
Un’altra volta a 15 anni con le mie amiche eravamo ubriache e io con la mini, le scarpe alte,e i capelli da scimmietta,mi sono messa sulla strada e per fare la stupida,g ridavo “bocca e naso 50 mila!”e facevo roteare la borsetta.
Si è fermato mio padre.
Ho preso un sacco di calci nel culo.
Mi sentivo molto Candy Candy, io adoravo Candy Candy.
Ma non ho mai visto Candy farsi una doccia. Non si lavava mai. Mia mamma diceva che era una sporcacciona e si metteva sempre gli stessi stivali.
Candy Candy aveva la sgommata sulle mutande.
Sono geniale e la foto l’ho modificata io.
Candy candy è peggio di me.