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Scivolando nel cesso

Mercoledì, 28 Luglio 2004


Scivolata numero uno

Sono venuti a svegliarmi i fulmini stamattina. E le nuvole..gonfie..come un occhio che sta per piangere.
Esco presto,vado in giro,la pioggia sembra bucare l’asfalto.
Sono fradicia,ma mi piace un sacco.Mi sento il gattino della Barilla..me la ricordo quella pubblicità che guardavo da bambina.
Il Naviglio sembra stranamente immobile..e dorme nel suo letto di fango e merda.
Voglio baciare la bambina giapponese seduta vicino a me,è troppo bella.
I jeans mi si sono incollati alle gambe,e i manichini nelle vetrine mi stanno chiedendo di essere liberati.Poveracci,sempre lì dietro un vetro,sotto gli occhi di tutti,devono fingere tutto il tempo,poi la sera fanno orge dietro le saracinesche abbassate.

Scivolata numero due

Mi sento bella,anche se quando mi provo i vestiti nei camerini,quelle luci e quegli specchi malefici,mi rimandano l’immagine di un cesso.Sono proprio dei bastardi ,e poi,che puzza lì dentro,chissà quanti culi ci sono passati.
Sono uscita con Il peggiore,è stato carino,mi sono divertita,gli ho fatto fare un pò di figure di merda,ma avrei potuto fare di meglio..tipo dire a quel vecchio arrapato che mi stava puntando dal tavolo di fronte “Scusa puoi guardare il culo secco della mummia che ti porti al guinzaglio?”
Ho finito la serata al parchetto con le succhiasangue che stavano allegramente festeggiando sulla mia pelle,ma ero ubriaca e non mi sono accorta di un cazzo.
Mangiate e bevetene tutti,questo è il mio sangue.

Scivolata numero tre

Febbre a 39 e brividi.Bel risveglio di merda.
Ho paura che l’omino si stia svegliando,questo bastardo schifoso.
Ho paura e sudo..e io non sudo mai..
Ingoio paracetamolo.
Tu sei il mio dottore.
Non mangio niente,non bevo niente,non faccio niente,non sono niente,non voglio niente.
Bad boy mi tiene compagnia tutto il tempo,la sua devozione è qualcosa di speciale.
Fa caldo,sento il rumore dell’acqua che scorre nel cesso,e vorrei stare sdraiata lì sulla curva dove si schianta la merda,con l’acqua che mi gocciola in testa.
Tu mi chiami gnomo,ed è per questo che l’ho fotografato così..lo gnomo che passa senza dire niente dalle mie mutande al cesso..e ora è fuori appeso per il cappello con una molletta,si sta asciugando.
In questi giorni ho la scimmia di sposarmi..un matrimonio vero..
Mi immagino a piedi nudi con i fiori in testa ..nella mia casa in campagna,un tavolo lunghissimo con gli amici di sempre..l’ombra e il pergolato.
E invece un cazzo.
Sono qui che scivolo nel cesso.