Archive for Luglio, 2005

I’m a sensitive bore

Mercoledì, 27 Luglio 2005


Io sono un uovo

C?era l?uovo nel cartone di Alice nel paese delle fottute meraviglie.
Questo uovo con la cravatta forse.. e la faccia bianca che stava seduto su un muretto e diceva:
?cado e mi rompo?!
?cado e mi rompo?!
E si faceva in mille pezzi e poi di nuovo tutto intero.
Ecco, stamattina sono l?uovo.

Annette è una troia

Non so di preciso cosa stia succedendo dappertutto.. nel mondo e nel mio mondo.
Quello fatto di cartapesta.
Ma c?è qualcosa che non va.
Sento il bisogno di mettermi al riparo e così farò.
Quindi stamattina ho visto Annette, no, niente telegiornale, niente musichette inquietanti, dico, cazzo, secondo me quando verrà la fine del mondo non si sentiranno squillare le trombe, ma nell?aria riecheggerà la musica del telegiornale.
Alla fine la sigla del telegiornale è ipnotica.. tutte le famiglie si ritrovano davanti alla tele.
Il rumore della forchetta nel piatto e le immagini dei morti di fame.
No, non fa per me, zero TG.
Dicevo, ho visto Annette.
Lei è una stronza perché fa sempre i dispetti a Lucien e quando gli ha rotto il cavallo una settimana fa, ho pianto.. non tipo fontana, ma c?era questa lacrimuccia che è scendeva sulla mia guancia e poi sul pane tostato..
Insomma questa Annette meritava una bella faccia di schiaffi. Io al posto di Lucien avrei preso il cavallo ormai irrimediabilmente mutilato e glielo avrei piantato nel culo.
Ora la troia si è pentita e oggi è svenuta nella neve, ma Lucien l?ha salvata, lei da furba gli ha confessato i suoi misfatti proprio mentre stava male così Lucien non ha potuto dirle un cazzo.
Quindi i cartoons insegnano a mentire.
E a perdonare anche.

Ho così tanti complessi che potrei suonare nei Bee Hive

Oggi sono confusa non capisco un cazzo.
Ieri c?era Cla in televisione e mi ha fatto ridere un casino.
Mi sono anche emozionata.
Non avrei mai avuto il coraggio di recitare davanti alle telecamere con la stessa scioltezza che ha avuto lei. Io ho così tante paranoie e complessi che potrei andare a suonare nei fottuti Bee Hive.
E ora so già che diventerò schiava di quel programma perché fa ridere. Walter e Giada, l?amore fra due cerebrolesi.

Starnuti pericolosi

Mi sono arrivate le mie cose.
E mi sento male/meglio. Prima ho fatto uno starnuto e ho sentito un gocciolone di sangue fuoriuscire e depositarsi sul mio lines seta ultra che più ultra di così muori tu.
Ho visto che ne hanno inventato un altro tipo con le molle.
Micromolle.
Per stare sedute comode.
Che stronzata. Io li boicotterò.
E lo spot sul Tampax che sembra una bustina di zucchero mi fa schifo.
Ecco quelle sono le cose che mi disgustano.
Preferisco che mi facciano un rutto in faccia.

Di me

Forse avrei dovuto stare zitta.
Forse no.
Forse avrei potuto fare un sacco di altre cose.
Ma non le ho fatte.
Non me ne pento e non me ne frega un cazzo.
Ci pensavo ieri sera guardando il video di una tipa che suonava l?arpa.. e mentre pizzicava le corde tutti gli uccellini disegnati sulla lavagna cominciavano ad animarsi e a volare.
Il mondo di cartapesta, appunto..
Il mio.
Sono la bora sensibile..
Loro non lo sanno.
Che la notte mi addormento con Gesù Bambino sul petto.
Non capiranno mai un cazzo.
Di me.

Riferimenti: Joanna e l’arpa…..

Caro Chef Tony ti scrivo

Lunedì, 25 Luglio 2005


Caro chef Tony,
ti scrivo così mi distraggo un po?.
Lucio Dalla ha copiato da me eh, non il contrario, quindi mettiamo in chiaro le cose.
Gli altri sono dei copioni e io l?originale.
Gli altri cercano di imitarmi, ma zero.
Gli manca l?ingrediente segreto. Quello che mi hai dato tu in segreto. E che mi hai detto di inserire nel posto segreto.
Per questo segreto io ti ringrazierò a vita Tony.
Oggi Sono tornata dalla palestra e ti ho trovato lì ad aspettarmi.
Tu ci sei sempre Tony, nelle mattine d?inverno e in quelle d?estate. E io sul letto come una dea stanca a guardare te, te, te.
Sai, oggi mi sono allenata con l?istruttore frocio. Lo adoro.
E? che con i froci mi sento al sicuro.
Tony, secondo me dovresti seguirmi in palestra qualche volta. Vedi, tu sei un po? obeso.
Così magari riesci a vederti l?uccello..eh si che è grosso, si vede dal naso che hai in mezzo alla faccia.
Ma davvero vivi con tua mamma? Guarda io ti consiglio di levare le tende, perché sei grande e perché lei è troppo possessiva con te. Un giorno ti aprirà la pancia con uno dei tuoi coltelli e ti riempirà come un tacchino. Io per ricordo vorrei il tuo intestino da portare al collo come una collana.
Vedi Tony, io ti voglio bene, ma tu non devi prendere per il culo la gente.
Se togli la buccia al pomodoro non devi poi dire che è un pesce!
E poi quegli stupidi cuochi che continuano ad applaudire, anche quello è un trucco. Li hai ripresi da un?altra parte e poi li hai appiccicati nel tuo video.
Sei proprio una vecchia volpe.
Senti ma tutto quel cibo che usi, poi che fai lo butti?
Cazzo è uno spreco: carne, pesce, pane, tutto nell?immondizia. Dai, dimmi la verità. Quel tacchino squarciato l?hai portato a casa per riciclarlo.
Oppure lo porti all?omino che vive in Canada, quello esperto che taglia il cemento con il coltello.
Ma perché poi? Bho.
Invece quello che ti sta incollato al culo per tutto il video, quello con la faccia pulita da americano buono buonino, bhè si lui è proprio frocio.
Uno di quei froci fastidiosi e appiccicosi.
Io ti ho avvisato poi vedi tu, se non vuoi farti trapassare stagli lontano.
Tony, tu sei simpatico e pieno di vita, ma vedi, io non vorrei mai essere come te.
La simpatia è una gabbia. Il tipo simpatico deve per forza essere simpatico.
Deve far ridere.
Ma se un giorno non dovesse più far ridere che ne sarebbe di lui?
Capisci, quelli come te non possono permettersi di essere incazzati, perché tutti si aspettano che il simpatico non si incazzi mai.
Il simpatico.. che ruolo triste Tony.
Che figura deprimente.
Io immagino la scena: il simpatico che ride a crepapelle mentre il mondo intorno a lui lo guarda in modo turpe.
E il simpatico si affanna.
E il simpatico affonda.
Il declino del simpatico.
Ne ho beccata una in questi giorni, una gran simpaticona.
Che dire, io dicevo ?A? e questa rideva, io dicevo ?No? e questa rideva, ah! Come rideva Tony!
Ad un certo punto però ha smesso ridere.
L?ho vista affondare come un pesante e grosso sacco di merda.
La risata isterica si è dissolta.
Come uno scorreggio.
Che scena penosa Tony.
Sai cosa? A quel punto è venuto da ridere a me. Io, che al contrario di te sono una persona piena di morte.
Non è che sia proprio una persona triste, è che sinceramente non mi viene voglia di correre in giro per il mondo gonfiando palloncini colorati e lanciando fiorellini profumati.
A me i palloni piace scoppiarli, sgonfiarli. E i fiori mi piacciono secchi e morti.
E questo è tutto.
Ci tenevo a dirtelo.
No, dico, magari ti preoccupi per me.
So che mi ami, come io amo te.
Ora infatti mi metto la tua maglietta.
E affetto la zucchina.
Quella che un?altra volta infilerò nel prossimo culo indisponente che mi si pianterà sulla faccia.
Con amore.
Tua Violet.

Pensieri claustrofobici di una scatola

Lunedì, 18 Luglio 2005


E? da giorni che sono rinchiusa qui dentro.
E? stato faticoso saltare fino all?ufficio postale imballata in questo modo.
Senza aria.
Con il caldo.
Rannicchiata qui dentro.
Sentivo la gente parlare. Additarmi esclamando ?Guardate c?è un pacco che cammina da solo!?.
Qualcuno mi ha dato un calcio e gli ho detto vaffanculo.
Così sono diventata il pacco che dice parolacce.

Ho fatto un buchino sul lato destro.
Per vedere quando sarebbe arrivato il mio autobus.
Uno.
Due scalini.
Ho sentito il pavimento vibrare sotto di me.
Strada dritta, curva a destra.
Ho sentito le porte aprirsi e sono saltata giù.
Uno.
Due scalini.
Ed ero a terra. Sono entrata, la porta era aperta. L?impiegata mi ha pesato. Poi ha attaccato qualcosa sul cartone.
Le ho passato i soldi attraverso il buchino.
?Buona fortuna? mi ha detto.
?Mi fa male il collo? le ho risposto.

Sono stata un giorno intero dentro quella stanza buia.
C?erano altre scatole intorno a me.
E poi la sete.
E poi la fame.
Ogni tanto appoggiavo le labbra sul buco e aspiravo una boccata d?aria.
Espirando lentamente, per farla durare.
Ho sentito un lamento.
-Chi c?è? C?è qualcuno?
-E tu chi sei?
-Io sono Violet e tu??
-Io sono una mamma, dimmi dove vai.
-Dal mio ragazzo. Ho paura.
-Perché?
-Perché penso che forse non verrà a prendermi.
-Io vado da mio figlio, ho paura quanto te.
-Cantami una canzone, non dormo da due settimane, aiutami.. per favore.
-Si..

E ha cominciato a cantare.
Mi sono addormentata al suono di quella voce impacchettata.

Stamattina ho sentito la saracinesca alzarsi.
La luce è filtrata nel buco. Violento raggio di un sole spietato.
Il cuore ha cominciato a battere.
Mi hanno sollevata e sbattuta dentro un furgone.
Prima me, poi è toccato al pacco-mamma.
-Siamo vicine ?
Le ho sussurrato in silenzio.
-Siamo lontane io e te.
Ha sussurrato lei.
Poi il tipo ha messo in moto.

Mi ero sistemata i capelli prima di partire.
Mi ero anche stesa un velo di rossetto sulle labbra, per essere carina.
Ora invece sono un disastro.
Spero che vada tutto bene.
Spero che questa rabbia mi passi.
Spero di non restare sola per sempre.
Spero di non morire durante il viaggio.
Lo amo così tanto.
E penso. E spero. E mi arrabbio. E amo.
Mentre il motore del furgone fa un rumore infernale.

Istruzioni: come raggiungere la persona amata

Mercoledì, 13 Luglio 2005


Spogliarsi

Prendere a testate la realtà.
E? il mio hobby preferito.
Mentre salivo le scale ho visto che il tipo davanti a me aveva i pantaloni a vita bassa con il perizoma rosso che faceva capolino.
Un tipo.
Con il perizoma.
E gli orecchini da donna.
Dove cazzo è la mia macchina fotografica quando ne ho bisogno. Fotografare questa moda del cazzo per me sarebbe stato appagante. Le donne credono che sia sexy.
Non sono contro l?orientamento sessuale della gente, ma contro la gente stessa.
Il problema delle persone in genere non è il linguaggio.
Né l?aspetto fisico, né la cultura.
E? l?assenza del pensiero.
Della riflessione.
La gente non sa pensare.
In tre si sente grande.
In due si sente forte.
E da sola non vale un cazzo.
La mia misantropia cresce ogni giorno di più. E io la coltivo amorevolmente.

Accovacciarsi

Forse mi è partito un rene.
Lo immagino dimenarsi tra le costole. Divaricarle come farebbe un carcerato con le sbarre della sua cella.
Per evadere.
Non so perché mi sia salita questa psicosi, mi è schizzata su nel cervello nel giro di pochi secondi. Le mie paranoie fanno sali e scendi.
Dal culo alla testa.
Con l?ascensore.
Piano Terra ? Quarto Piano
Quarto Piano ? Piano Terra.
A volte si bloccano e parte l?allarme. Proprio lì all?altezza dello stomaco.

Imballarsi

La candela sta bruciando con la sua piccola fiamma ballerina.
L?acrobata sulla cera bollente.
Non devo avvicinarmi troppo altrimenti potrei bruciarmi la faccia e poi mi crescerebbe la barba.
A quel punto potrei esibirmi al circo facendo la donna barbuta.
Signori e signori ecco a voi.
Il fenomeno.
La gente perplessa, a metà fra il disgusto e la curiosità morbosa.
Per il diverso.
Esattamente come accade qui.
Adesso.

Spedirsi

E così il pacco è pronto.
Devo solo spedirmi.
Tra un po? sarò da lui.
Mi scarterà e mi stringerà.
Non vedo l?ora.
Il disagio è il vestito che mi calza a pennello, per questo cerco di stare nuda il più possibile.
Mi sento come quella cometa.
Che hanno ucciso.
Solo per cercare di capire che siamo una razza di merda, nati per distruggerci l?un l?altro.
Lei.. girava attorno al suo pianeta da migliaia di anni.. e loro così, all?improvviso..l?hanno sparata.
Dritta al cuore.

Oggi ho passato tutto il giorno con la mia raccolta di bambole inquietanti. La più bella è Barbie sadomaso.
Giocavo con loro ascoltando i Garbage.
E tutte, dico tutte, sembravano guardarmi e chiedere..
Perché.. perché..
Perché mi ami?

Why do you love me?

I’m no Barbie doll
I’m not your baby girl
I’ve done ugly things
And I have made mistakes
And I am not as pretty as those girls in magazines
I am rotten to my core if they’re to be believed

So what if I’m no baby bird hanging upon your every word
Nothing ever smells of roses that rides out of mud

Why do you love me
Why do you love me
Why do you love me
It’s driving me crazy

Why do you love me
Why do you love me
Why do you love me
It’s driving me crazy

Why do you love me
Why do you love me
Why do you love me
It’s driving me crazy

Why do you love me
Why do you love me

You’re not some baby boy
Why you acting so surprised
You’re sick of all the rules
Well I’m sick of all the lies
Now I’ve held back a wealth of shit
I think I’m gonna choke
I’m standing in the shadows
With the words stuck in my throat
Does it really come as a surprise
When I tell you I don’t feel good
That nothing ever came from nothing man
Oh man ain’t that the truth

Why do you love me
Why do you love me
Why do you love me
It’s driving me crazy

Why do you love me
Why do you love me
Why do you love me
It’s driving me crazy

Why do you love me
Why do you love me
Why do you love me
It’s driving me crazy

Why do you love me
Why do you love me

I get back up and I do it again
I get back up and I do it again
I get back up and I do it again
I get back up and I do it
Do it again

I think you’re sleeping with a friend of mine
I have no proof
But I think that I’m right

And you’ve still got the most beautiful face
It just makes me sad
Most of the time

I get back up and I do it again
I get back up and I do it again
I get back up and I do it again
I get back up and I do it
Do it again
Do it again
Do it again
Do it again

Why do you love me
Why do you love me
Why do you love me
It’s driving me crazy

Why do you love me
Why do you love me
Why do you love me
It’s driving me crazy

Why do you love me
Why do you love me

Why do you love me
Why do you love me

Riferimenti: Il mio file..con la musica dei Garbage

Be a number

Lunedì, 11 Luglio 2005


Giò se passi di qui: vaffanculo.
Jaco se passi di qui: la parola ?enfatizzare? ficcatela nel culo.
Ecco, ora posso cominciare.
Vabbhè mi viene da vomitare stamattina.
Che sbronza che ho preso sabato. Roba da non crederci.
Sono uscita con Zino, i due stronzi (hahahahha) e poi ho beccato anche Gero.
Come al solito ho fatto casino.

-Ho ruttato in faccia ad una tipa, dopo averle chiesto la strada per via Casale. E lei devo dire, non ci è rimasta un granchè bene.

-Ho fatto la pipì sotto un?impalcatura mentre passava la classica famigliola per bene e siccome il loro papà (di merda) mi ha guardato male, io gli ho urlato che non c?è un cazzo da scandalizzarsi visto che lui molto probabilmente la notte va a caccia di transessuali.

-Ho bevuto come un?ossessa. Chupito nel bar più merdoso dei navigli. Poi gin tonic, e Montenegro, Montenegro, Montenegro.

-Ho fatto l?autostop e sono riuscita a beccare una car guidata da una lesbica stronza di 35 anni e il suo compagno-cane pelato. Loro erano in due e io ho fatto entrare in quella macchina altre 5 persone, me compresa.

-Siamo andati a casa mia a bere una specie di super wisky o cognac giallo e a fumare hashish come delle bestie drogate. Sono venuti anche la lesbica stronza e il suo cane pelato. Lei cercava di fare l?emancipata, ma era tristissima con la sua vita consumata tra le basette (aveva le basette) e cercava a tutti i costi di farmi apparire come la rizzacazzi della situazione. Nessuno le ha dato retta. Ha fatto una bella figura di merda.

-Su una cosa però, concordavamo tutti : Bukowski è un grande.

-Ho fatto a notte fonda l?autostop per far tornare a casa Giò e Jaco e si è fermato un indiano strabravo che li ha accompagnati. Loro come due baroni si sono seduti dietro a mò di taxi. Gli indiani sono i più bravi e credo che il tizio che si è fermato sia lo stesso che una volta mi ha raccolto da un parco di Londra e mi ha riaccompagnato a casa mentre ero in condizioni disperate.

-Mi sono messa a dormire con la mia stanza che mi girava attorno. Mi sono svegliata con un mal di testa pazzesco. E tutti, dico tutti, i miei sogni a pezzi.

Ieri è stata una giornata surreale, come ogni volta dopo una sbronza, mi sembra di svegliarmi in bilico. Pensavo alle foto di Winogrand che sono stupende. Gero mi ha illuminato su questo fotografo.
Vorrei essere come lui, andare in giro e fotografare la gente. Immortalare atteggiamenti, parole, pensieri, sorrisi e sconfitte di quest?epoca del terrore.
Terrore.
E la gente che ti guarda con diffidenza se per caso hai una borsa strana.
E la gente sa che potremmo essere noi i prossimi.
Gli sguardi bassi. Io con la testa fra le mani, perché se i vetri dovessero scoppiare, non li vorrei negli occhi.
Conto le fermate.
Dai, siamo alla quinta, sono quasi arrivata.
E domani, mi dimenticherò di tutto questo, dimenticherò di proteggermi e sarà allora che salterò in aria.
Con la mia borsa nera, il cellulare, la macchina fotografica e una vita che a tratti mi sembra inutile.
A tratti.
Inutile.
Io che a volte penso di essere così speciale, diventerò solo un numero.
Una delle vittime, una da cercare.
Sotto le rotaie.
Una che prima viaggiava.
Sulle rotaie.
Passare da sopra a sotto in un batter d?occhio.
E poi il silenzio.
Il buio.
Il fumo.
Questo è quello che sento in questi giorni.
E poi c?è lui.
L?uomo nero che canta gospel ad alta voce per tutta Milano. Lo conoscono tutti. E tutti ridono quando arriva lui. Pensano che forse sia stupido, un coglione esaltato.
E si scambiano sguardi complici come per dire ?è matto si?.
Io l?ho fotografato.
E lui mi ha sorriso.
Mentre le porte si chiudevano.
E se davvero scoppierà questa bomba.. lui da qualche parte continuerà.
A cantare.

Riferimenti: Winogrand, il genio

All’asilo ero una Biancaneve killer

Mercoledì, 6 Luglio 2005


Ieri sera ho guardato un film.
Compagni di scuola. E? deprimente, svegliarsi a 40 anni ed essere circondato da un branco di falliti.
Preferirei non svegliarmi mai.
Comunque è solo il rifacimento de ?Il Grande Freddo? quella si che è una riunione tra compagni di scuola.
Le canne, il Blues, le pillole e tutto il resto.
La scuola.
Era davvero figo andare a scuola. Perché sei protetto. Vai a scuola e poi a casa, quindi i tuoi ti devono mantenere e tu non hai problemi.
Passi dall?asilo al liceo con una velocità assurda.
Vedi la gente attorno a te trasformarsi. I bambini diventano uomini, vabbhè qualcuno diventa anche donna.
Uno su dieci diciamo.
Le bambine invece diventano tutte troie.
Io all?asilo facevo lingua-a-lingua con Rosy. E lo facevamo perché giocavamo a Giorgie. Lei nel cartone animato baciava Abel.
E noi eravamo le emule perfette della nostra eroina.
Io facevo mettere i maschi a pecora e gli salivo sopra perché loro dovevano essere i miei cavallucci. Nessuno si ribellava. Che bei tempi cazzo.
Comandavo. Ero il capo.
Mi sono tolta il pannolino prestissimo ed era questo che mi rendeva inattaccabile. Quindi quando vedevo qualche bambino inchiodato alla sedia, capivo che forse si era cagato addosso, quindi gli odoravo la sedia e poi dicevo a tutti ?ehy questo qui si è cagato addosso!?.
E nessuno gli parlava più per un giorno, perché se ti cagavi addosso eri un bambino scemo.
Questi sono i piccoli meccanismi che regolano una società piccola e circoscritta come l?asilo.
Te lo insegnano da piccolo, ma lo capisci da grande.
Io stavo sempre con Val.
Andavamo nei bagni a facevamo spruzzare l?acqua in alto. Un vero casino ragazzi.
Poi veniva la bidella e ci rimproverava, ma noi ridevamo di brutto.
Ricordo che i cessi erano sporchi e alla turca.
Ricordo che qualche volta mi sono pisciata nelle scarpe perché non riuscivo a centrare il buco.
E poi c?era una bambina con il naso lungo.
Lei se la menava perché sua mamma era la sua maestra quindi faceva un po? il capo. Aveva sempre i giochi migliori.
Tipo la bancarella da fruttivendola con tutta la frutta di plastica.
Cazzo che nervoso, io la volevo tutta per me quella cazzo di bancarella. Invece niente, non faceva avvicinare nessuno la nasona.
Dico, all?asilo ti insegnano anche il senso della proprietà.
Del territorio.
Questo è mio.
Questo è tuo.
Questa è la mia classe.
Quella è la tua.
La mia mamma.
Non la tua.
Ogni mattina pregavo nell?armadio (senza ante), arrivavo sempre per prima e dicevo ?Gesu? ti prego fa che non venga la maestra Dolores, Gesù ti prego, Gesù ti prego?.
Lei era cattiva. Gridava come un?ossessa. E io avevo paura.
Un giorno mentre pregavo ad alta voce ho scoperto che il figlio della Dolores mi stava guardando. Ce l?avevo in piedi, dritto davanti a me.
Avrei voluto diventare un cappotto.

Mi piaceva il carnevale. Ho una foto di me vestita da Biancaneve.
Una Biancaneve con il rossetto sbavato e la pistola in mano.
Era del costume di cow boy di qualcuno.
Vicino a me c?era mio brother. Vestito da pagliaccio. Tutto sbavato anche lui, con la fionda in mano.
La Bincaneve killer e il pagliaccio impazzito.
Eravamo stupendi.

Correvamo come pazzi nei corridoi dell?istituto.
E correndo sollevavamo coriandoli.
Con quei piedini minuscoli.

E invece qui non si vende un cazzo

Lunedì, 4 Luglio 2005


Mi affaccio al balcone di topa.
Lei ora ha una bella casa. Grande. Non come la mia.
Mi piace affacciarmi al suo balcone di sera e guardare quell?albero con i capelli lunghi.
Gli alberi sotto casa mia, invece, hanno i capelli ricci e corti.
Quando qualcuno alza la voce per dirmi di restare a me viene voglia di andare via.
Io sono fatta così.
Non sopporto le visite a sorpresa. Chi si presenta dietro la mia porta senza preavviso. Le sorprese non mi piacciono. Le detesto.
Io sono fatta così.
Mi manca il respiro oggi.
Dovrei girare con una bombola attaccata alla schiena. Qui, dalle mie parti va di moda. Ho visto delle persone con dei tubicini nel naso trascinare una bomboletta di ossigeno nel carrello scozzese che si usa per fare la spesa.
Dico, anche questa è moda.
Come i pantaloni a zampa di mammut e le magliette bianche e nere by D&G.
Che schifo.
Una mia amica quell?anno in cui ci fu l?esplosione D&G si rifece tutto l?armadio. Scarpe D&G, pantaloni D&G, magliette D&G e borse D&G.
Tutto rigorosamente bianco e nero.
Ma chi cazzo sei Del Piero?
Ora questa cogliona si è laureata.
A volte la immagino discutere la sua tesi e prendere fuoco.
Per uno strano processo di autocombustione.
Tra un mese mi toccherà incontrare queste persone di merda.
Con i loro traguardi raggiunti infilati nel taschino.
E l?orgoglio del parentado che gli fa da corona.
Genitori soddisfatti. Mia figlia si è laureata. Mia figlia ce l?ha fatta. Mia figlia che gran brava ragazza.
Tua figlia ha preso più cazzi di Moana Pozzi.

Oggi ho incontrato il ragazzino indiano del primo piano.
Lui è bellissimo. Educato da far paura. Mi lascia sempre il portone aperto. Mi sorride. Fa i servizi per sua mamma.
L?anno scorso credevo di amarlo.
Mi batteva il cuore ogni volta che lo vedevo.
Ma non in quel modo sporco. Lui è così puro. E ingenuo. E pulito.
Ragazzino bellissimo, tra di noi non ci sarà mai nessuna storia d?amore.

Qualcuno crede che io sia disposta a vendermi.
Vuoi scrivere un libro.
Vuoi fare la modella.
Eh, ma tu posti le tue foto seminuda.
Sai che hai un bel corpo potresti guadagnare.
E cosa guadagnerei, sentiamo.
100 euro per una foto. E l?imbarazzo di stare davanti a qualcun’ altro chi me lo pagherebbe.
Qualcuno che mi dica come posare.
Sorridi, dai.
No, non fa per me.
Perché io sono complessata.
Pubblico le mie foto perché solo così, guardandomi da fuori, riesco ad accettarmi.
Coprirei tutti gli specchi di casa mia con tende scure. Perché quando sono faccia a faccia con me stessa .. quella Violet nel riflesso io la sparerei.
Ma così? così no.
Trasformandomi in un quadro o in una cartolina.
Con una scritta.
Con un pennello.
Dimentico chi sono.
Una mano professionale ritoccherebbe il mio corpo.
Per sbattermi su un catalogo.
Cancellerebbe i miei piccoli nei.
E io impazzirei, perché non sono nei, ma frammenti di una stella esplosa.
E sono caduti sul mio corpo.
Bruciandolo.
Lasciando questi piccoli puntini scuri.
Non cancello.
Non ritocco.
Non accetto.
Non camuffo.
Non patteggio.
Non mi vendo.