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Gocce d’acqua sui capezzoli

Mercoledì, 5 Ottobre 2005


Gocce d?acqua scivolano dai miei capelli.
Scivolano sul collo.
Scivolano sulle spalle.

Camminavo per la strada. Passando accanto ai manifesti.
Feel free, feel young.
Diceva uno di questi. La scritta in giallo.
In un altro c?era il ragazzino che fa Harry Potter. A guardarlo bene mi sono accorta che è cresciuto. La sua faccia. I lineamenti più marcati.
Harry Potter cazzo.
Eppure anche lui diventerà un uomo stronzo, farà le corna alla sua fidanzata e si drogherà rimpiangendo il successo dei tempi passati. E tutte quelle dannate formule magiche non serviranno ad un cazzo di niente.
Prenderà il Viagra come tutti i pensionati. Per farsi rizzare l?uccello.
E insomma.
Oggi ho rivisto una signora che non vedevo da tre anni.
Quella lì. Poverissima. Veniva al corso con gli abiti consumati.
A pranzo uno yogurt. Gli occhi sempre tristi. Lei non cercava qualcosa da imparare.
Era lì perché aveva bisogno di una speranza.
Una fottuta speranza.
Voleva sempre parlare con i responsabili. Si aspettava che da un giorno all?altro le avrebbero dato un lavoro.
Un appiglio.
Per tirarla fuori dal baratro.
Invece no.
Quello che lei non sapeva, è che i grandi capi, a quei tempi, erano molto più miserabili di lei.
E io lo so.
Quel lavoro, proprio quello che lei cercava.. l?hanno dato a me.
E cazzo non avrebbero mai dovuto farlo.
L?ho rivista proprio oggi. Proprio oggi che mi sentivo già uno schifo.
?Sei cambiata?.
E? stata come una coltellata.
?Non sono cambiata, sono solo al lavoro?.
Mi sarei scagliata su di lei. Le avrei sganciato un pugno in faccia.
?Mi ricordo di te, eri sempre in giro per i corridoi?.
Zitta cazzo. Ma da dove sei uscita eh? Tu, mummia di merda, hai un sacco di problemi, la tua depressione per esempio, parliamo della tua fottuta depressione di merda eh? Che ne dici? Dai cazzo.
Questa capito. Questa qui. Io la chiamavo ?lo spaventapasseri?, per via di quell?enorme cappello.
Ehy io non avevo niente contro di lei, ma cazzo non sono cambiata.
Voglio dire, il tempo passa per gli altri, non per me.
Io sono quella del manifesto FEEL YOUNG, FEEL FREE.
Okkay, okkay, al corso ci andavo con una mini mozzafiato, le calze bucate e le tette di fuori, ora invece cerco di sembrare una persona decente.
Cazzo giuro che ci provo.
Io non cambio, la mia faccia è sempre uguale.
I miei capelli lo sono e anche il mio corpo.
Gli incidenti, capitano agli altri non a me.
Non a me cazzo.
Io vivrò per sempre. Il tempo non esiste. Non per me.
E non starò qui a vedere la gente invecchiare.
Crollare.
Assistere alla loro silenziosa sconfitta.
No, zero.
Me ne andrò ai carabi. In Alaska. In Nuova Guinea.
Piscerò in mille posti diversi e lascerò il segno.
No dai, non servono gesti eclatanti, mi accontento di un po? di piscio caldo. Sono una che non ha mai avuto grosse pretese.

Flash.
Valium.
Guardo l?armadio.
Per non vedere quello che c?è fuori dalla finestra.
Ecco.
Una goccia si è fermata.
Proprio qui.
Sul capezzolo.