Archive for Dicembre, 2005

Babbo Natale suicida

Lunedì, 19 Dicembre 2005


Guardami.
Mentre sono a letto e decido di passare la serata immobile.
Guardami mentre Giò viene a casa e mi dice cose del tipo ?Dai Violet, usciamo, serata tranquilla, solo beviamo qualcosa e poi a casa?.
Guardami mentre dico di si.
Guardami mentre penso di no.

Andiamo al fungo. La solita band di merda. Comincio a bere.
Sento il calore che sale.
Guardo Giò e decidiamo di andare al concerto.
Autostop. E? già tardi. Le macchine passano veloci davanti a me.
Fa freddo tra le mie cosce. Molto freddo.
Penso che se mi sporgo un altro po? potrei essere investita. Il segreto di un buon autostop è farlo davanti ai semafori.
Si ferma una macchina. Tre marocchini. Ci caricano.
Io e Giò imbastiamo i classici discorsi anti-razzismo.
Perché venite in Italia? Noi vogliamo andare in Marocco. Ah l?Italia che paese di merda! Qui vi sfruttano e voi non lo sapete.
Ci regalano un tocco di fumo.
Fantastico.
Al Rainbow ci sono le Love in Elevator e gli One Dimensional Man.

Sono ubriaca. Prima di entrare faccio cadere il secchio dell?immondizia e i buttafuori mi dicono che al Rainbow non entrerò mai più.
Ho collezionato un livido sul polpaccio.
Se non fossi stata una ragazza con la mini mi avrebbero riempito di botte.
Dai una briciola di potere ad un uomo e lui si sentirà Dio.
Figli di puttana.
Fuori. Gelo. Immagino di essere Gesù bambino con i buttafuori nella parte del bue e del fottuto asino.

Ho beccato Gabriele dei Fiub.
?Ah ma tu sei quella del blog!?
Si. Quella di cui conosci il culo, ma non il nome. Penso.
Bevo e chiacchiero con Alberto e Nora. Piacevole.
Giò è sempre più ubriaco.
Una tipa mi ha chiesto: Vuoi fare un pompino al mio ragazzo mentre io guardo?
Io rispondo: Senti, queste sono stronzate da tipa che cerca di fare l?emancipata, la super donna agli occhi del suo ragazzo, ma non ce la faresti mai a fare una cosa del genere, proprio perché sei donna e hai quella terribile vena romantica, quindi anche tu sogni di essere unica e di fare l?amore con il tuo fidanzatino vibrando all?unisono con l?umanità.
Lei zitta.
Non credo a questo genere di eroismo. Queste finte trasgressioni.
E comunque vaffanculo.

Giò vomita fori dalla macchina di Jaco.
Poi torno a casa.
Poggia la testa sul cuscino e prova a fermare la stanza che corre impazzita al buio.
Intorno al tuo letto.
La notte si suicida così.
Questa è la mia atmosfera natalizia. Tutti sentono il natale.
Chissà se il natale sente me.
Qui.
Nel mio bagno nuovo piastrellato blu.
Mentre mi sfilo i suoi boxer.
Vorrei credere che tutto funzioni ancora. Come quando avevo sei anni.
La mia illusione è durata poco. Ho capito subito chi mi faceva i regali e perché. Ed ero triste anche allora.
Mentre guardavo le palline colorate attaccate ai balconi.
Venerdì tornerò da quelle decorazioni.
La cosa mi tormenta.
Sentire l?odore dei ricordi e rivedere quelle strade crudeli.
Per me è proprio lì.
Che Babbo Natale si è suicidato.

Metti in Loop Violet..

Mercoledì, 14 Dicembre 2005


Ascoltare musica.
Per terra. Seduta davanti ad un termosifone.
Con la schiena che brucia.
E fuori tira un vento freddissimo. Di quelli che ti congelano il viso.
C?è gente che va in giro senza cappello e non capisco come facciano? ?non hanno un cervello da proteggere? direbbe una voce..
Lui è zucchero dolce.
Io sono zucchero amaro.
Sai, quello che si sputa. Quello che non esiste.
Basta poco per vedere un film ad occhi aperti.
Ho aperto un pacco. Scartavo e basta. Piano piano. Non è un semplice regalo di natale, no.
Non è questo.
Cercavo una persona tra quei piccoli pacchetti. Tra quella carta da regalo.
Cercavo una voce, tracce tangibili di qualcuno sempre troppo lontano.
E disperatamente vicino.
Nessuno può capire.. lo so.
Bisognerebbe provare a fare quello che faccio io. Dividersi in mille pezzi e poi cercare di ricomporsi come se fossi un maledetto puzzle.
Non voglio vedere cosa comparirà alla fine.. non voglio.
Lascio i pezzi sparsi, metterli in ordine non ha senso.
La nostra storia è questa. E non può essere diversa da quello che è..adesso.
E domani mi alzerò ancora e poi ancora e ancora, e questo mi fa paura. Perché il freddo andrà via prima o poi e lascerà spazio a qualcos?altro.
Io resterò in mezzo.
In mezzo ai cambiamenti. In mezzo alle indecisioni. In mezzo alle paure. In mezzo a queste stagioni che passeranno e mi toglieranno sempre qualcosa in più.
Perché avevo 8 anni quando mi chiedevo come sarei diventata.
Ed eccomi qui.
Per terra. Seduta davanti ad un termosifone.
Con le spalle che bruciano.
L?ombretto disfatto.
Un lettore mp3 che suona quello che solo me e lui potrebbe emozionare.
E potrebbe scuotere.
Come il vento tra questi alberi addormentati e affamati.
Ed è allora che divento la protagonista del mio videoclip senza titolo.
Quando vado in metro, vedo altre ragazze ascoltare i loro mp3 e mi tuffo nei loro pensieri. So cosa pensano in quel momento e cosa immaginano.
Ci sentiamo tutti speciali e fuori dal comune.
Io sono una disperata, come tutti gli altri.
Credo che sia questo il potere che qualche Dio ci ha concesso.
Provare a credere, a sognare, fino a quando la traccia numero 1 arriva allo STOP.
Allora mi dico..Violet? metti in Loop.. metti in Loop Violet..
Fare in modo che tutto questo non finisca mai, strappare gli attimi a questo tempo ladro, bugiardo e crudele.
Vivere in Loop.. è questo quello che dovrei fare.
Fino a consumarmi.
Fino a diventare un mozzicone nel posacenere.
Una saponetta senza schiuma.
Una matita senza punta.
Una stella senza luce.
Implodere.
Silenziosamente.
E nel cielo un rumore infernale.
Stanotte.. ancora per una volta.
Sarò.
Sua.

Sogni neri

Lunedì, 12 Dicembre 2005


Cazzo.
Ho un sacco di cose dire.
Ma se comincio col cazzo va sempre bene.
Che spiritosa che sono. Una vera mattacchiona. Una ragazza tutto pepe. Oddio detesto i messaggi non autorizzati che mi arrivano via ICQ e che sono costretta a sbattere nella Ignore List.
Detto questo direi che va tutto bene.
Bugia.
Va malissimo.
Ma mi sto divertendo, fra crisi di rabbia, parolacce, insulti, droghe e alcolici.
Il bagno non è ancora finito. Sono senza acqua calda né riscaldamento.
Stamattina sono venuti i peruviani ad intonacare, poi dovrebbero venirmi a montare un fottuto termosifone di merda e poi dovrò chiamare qualcun? altro disposto a montarmi le mensole e gli accessori nel bagno, gratis.
Ho finito tutti i soldi.
Mi restano solo 90 euro e con questi devo comprare il biglietto per andare a Tamarrolandia e dovrò sopravvivere fino al 23 dicembre.
Brutti figli di puttana vi odio tutti.
Un idraulico sdraiato a terra. Selvaggio. Che aggiusta il bidet. E? terribilmente sexy.
Mi piacciono gli uomini sporchi e sudati che fanno lavori per me.
Vorrei spompinazzare il mio uomo mentre sale sulla scala ad aggiustare una lampadina e cose del genere.
La mia mente genera film erotici alla velocità della luce.
Penso solo a scopare, al cazzo, alla sborra.
Dovrei darmi una calmata.
Si dai.
Calmati Violet, per favore sei al lavoro.
E? vero si hai ragione. Penso ad altro. Non voglio diventare come quelle tipe che si portano il vibratore nella borsa in ufficio.
Ho girato circa 5 appartamenti in questi giorni. Una doccia di qua, una doccia di là. Sono la profuga della situazione. Io sono una tipa ordinata. Metto sempre ordine e faccio le pulizie perché la mia mente non è a posto e se vedo che intorno a me c?è confusione io non ci capisco più un cazzo.
E così mi sono messa a piangere davanti agli idraulici.
Che scena pietosa.
Ero a terra seduta che gli urlavo insulti e parolacce.
Va bene. Sono isterica, non ce la faccio più. Rivoglio la mia cazzo di casa.
Il signor fettina è anche salito a vedere il mio bagno nuovo e mentre diceva ?che bel bagno!? lo avrei ucciso, perché è stata tutta colpa sua.
Solo che sorridevo.
I miei sorrisi sono come la tenda della doccia nel film Psycho.
Non sai mai cosa c?è dietro.

Stare con me non è facile.

Tre settimane prima.

Violet – Giò c?è un concerto il 9, andiamo?
Giò – Si okkay.

Due settimane prima

Violet- Allora Giò ti ricordi di quel concerto? Ci andiamo eh?
Giò- Si, okkay.

Una settimana prima

Violet- Oh Giò sta settimana c?è il concerto, paura eh!? Ci sballiamo di brutto
Giò- Si okkay.

Il giorno prima

Violet- Giò, minchia non vedo l?ora che sia domani
Giò- si si.

La mattina del concerto

Violet- Giò non posso venire porca troia sono incasinata, non lo so ora vedo, ora vedo cazzo.
Giò- Va bene Violet.

Il pomeriggio

Violet- Giò sono nella merda più totale, giuro voglio morire sti bastardi non mi hanno finito il bagno, non so dove andare dove lavarmi che cazzo faccio? No per il concerto non se ne parla proprio.
Giò- Va bene okkay..

La sera

Violet- Dai Giò mangiamo poi andiamo a casa e dormiamo tranquilli che non stiamo bene, guarda abbiamo tutti e due la febbre.
Giò- Va bene mamma Violet.

Due minuti prima del concerto

Violet- Dai Giò andiamo al concerto!
Giò- Ma Violet! Basta!

E così siamo andati al concerto dei Torquemada.
Centro sociale e stronzate varie.
Mi sono ubriacata nel giro di mezz?ora.
Mi sono messa a vendere i dischi al banchetto.
Ne ho dette di tutti i colori, la Roby mi guardava perplessa.
Davide mi va sempre a genio. Ci sbronziamo come matti. Amaro. Amaro. Amaro. Gin Tonic. Vodka Lemmon.
Vado al bagno sempre con Giò e spingo tutti. Mi sento soffocare. Li insulto. Brutti bastardi dei centri sociali, sempre uguali. Vi odio. Il vostro modo di fare, quella finta confidenza, quello stile ?siamo tutti amici? ?siamo tutti uguali?.
Non siamo uguali per un cazzo perché alla fine voi non mi avete dato da bere ?dobbiamo chiudere?.
Non c?è libertà. Le regole ci sono sempre, quindi basta stronzate, sulla pace sui girotondi sull?amicizia.
Io sono per la guerra.
E insomma. Ho fumato una maria potentissima. Non capivo più un cazzo ad un certo punto.
Nella testa ero davvero convinta che non avrei superato la notte.
Che sarebbe stata la fine.
Che non avrei fatto in tempo a vedere il mio bagno nuovo.
Che sarebbe arrivata un?ambulanza.
Le solite paranoie da drogata.
Invece alle 5:20 ero in una macchina con Davide, i Torquemada e qualcuno sbronzo che dormiva senza farsi guardare in faccia.
E poi tutto nero.
Ho chiuso gli occhi.
Sognando di ballare nuda a casa mia.
Mutande nere.
Canotta nera.
A volte mi adoro.

Scapperò con Mary

Lunedì, 5 Dicembre 2005


Mi scappa la pipì.
A volte la trattengo per tutto il giorno. Così. Per il gusto di farmi male.
Per sentire la pressione, quella stessa pressione che mi mette fretta, che spinge e che mi fa lavorare.
Non so che faccia farebbe il capo se gli dicessi che la mia rendita al lavoro dipende strettamente dalla vescica piena.
In testa rimbombano parole.
Mi sembra che qualcuno le scagli con violenza contro la corteccia cerebrale.
Metto le cuffie.
Pensare a cosa poi.
I muratori e gli idraulici mi hanno detto che sono sfigata. Perché davvero capitano tutte a me, e vorrei dire al mondo che anche gli sfigati come me hanno una dignità.
E che vanno rispettati.
Io gli ho offerto l?Amaro Lucano e mi sono ubriacata. Ad un certo punto a casa mia non si capiva più un cazzo con gli idraulici ubriachi che mi hanno allagato casa e io che continuavo a buttare gli stracci per terra.
Dico, una bottiglia quasi intera. L?abbiamo fatta fuori in tre.
La cosa preoccupante è che dopo due ore mi sentivo lucida.
Michele è venuto a casa e siamo usciti a bere ancora.
Venerdì notte.
La neve ha ricominciato a scendere.
La strada vuota, deserta, congelata dal freddo.
E noi due pieni d?alcool camminavamo lentamente con l?ombrello che ci faceva da tetto.
In certi momenti tutto mi sembra così terribilmente bello. E pieno di fascino.
Come il mio quartiere di notte paralizzato, mentre dall?altra parte della città c?è un casino infernale. Questo mi dà sicurezza.
Mi sa di calore.
Dormire a casa di Bart non è il massimo.
Non ho aperto il letto e ho dormito sul divano.
A dire il vero mi ci sono masturbata per tutto il tempo tra sabato e domenica. Gli orgasmi non li ho contati.
So che non direbbe niente, o forse si incazzerebbe come una bestia, non è ho la più pallida idea.
Se non mi masturbo potrei anche impazzire.
Non mi sono alzata quasi per niente. Sono rimasta così con le mutande bagnate fino alle otto di sera.
Bhè, non è una cosa carina, ma questa qui…
Questa qui sono io.
Non posso mica vergognarmi se passo giornate intere con le gambe aperte.
Mary mi ha chiesto se a Capodanno riesco a scappare via con lei.
Sul momento mi sono venute in mente mille cose, tutto quello che devo ancora fare, i soldi che devo spendere per la casa, per questo bagno di merda nuovo, per le tasse, per le cambiali, per i miei desideri.
Ma i desideri non hanno un prezzo, cazzo.
Come i sogni.
Quindi.
Le ho detto di si.