Archive for Giugno, 2006

Bhè, ci vediamo. (Vi seppellirò tutti)

Mercoledì, 7 Giugno 2006


Certo che per quattro mesi non potrò proprio fare un cazzo.
Quattro mesi senza neanche avere il tempo per masturbarmi.
Mi viene in mente quella battuta di Kill Bill in cui l?infermiere dice al camionista : ?Questa qui a volte ce l?ha più asciutta di un bidone di sabbia?, e gli passa un vasetto di vaselina.
Lavorare con i piccoli mostri è bello e divertente, ma so già che dopo un po? mi verrà voglia di affogarli nella piscina.
Vederli ingurgitare acqua e bolle d?aria.
Glu Glu Glu, addio, mostro.
Lascio questa città di merda.
La casa invasa dagli scarafaggi e cosparsa di polveri tossiche.
Lascio il lavoro e prendo tutto ciò che è mio, non c?è risarcimento per quello che mi hanno fatto.
Lascio il blog.
Mi fanno schifo gli addii lacrimevoli e i gesti eclatanti, però cazzo, se c?è qualcuno che ha dei dannati sassi nelle scarpe, quella sono io. Perché, vedi, quando per strada incontro gente, mi basta poco per capire chi cazzo ho di fronte.
I suoi gusti musicali.
Le cose che lo fanno ridere.
E tutte le stronzate che sta per sparare.
Internet non è diverso, è uguale. La gente che si rifugia dietro al monitor con la scusa di ?tanto è internet e non è reale? è la peggiore.
E? tutto reale cazzo.
Come sono reali le parole e le vostre fantasie da galera ?Bambine con il termometro nel culo?.
Se potessi, ve lo giuro, vi ucciderei.
Vi ucciderei davanti a vostra moglie, con i capelli grassi.
Davanti ai vostri figli con il colesterolo timbrato McDonald.
Reale come il sapientone, quello che fa un?ampia critica sulla mia psiche guardandomi la fica.
Reale come l?amicone logorroico che cerca di darti tutto perché vuole qualcosa in cambio.
La mia fiducia.
Il mio indirizzo.
La mia fotografia.
Reale come quel coglione che si sente un gran fico, un conquistatore che elemosina foto di culi e tette a destra e sinistra e manda ritratti del suo torso nudo scimmiesco a tutte le accattone della rete. Le peggiori zoccole in circolazione.
Perché è questo il meccanismo.
C?è una coppia felice, con tutti i genitori al seguito e il matrimonio imminente, tutti e due rispettabili, ottimo lavoro, ottima paga, ottimo tutto cazzo. Ma mentre sono seduti nelle loro postazioni ben pagate, nel loro ufficio bunker, stringono relazioni, scopano in cam, fino a sera, fino quando non si ricongiungono col porco di fiducia.
Il fidanzato ufficiale.
Porci e troie. L?accoppiata vincente.
Il nuovo Ringo Boys del millennio, l?unione perfetta.
Internet. Rete. Adsl. Forum. Chat.
E? tutto terribilmente vero.
Vero, lucido e viscido, come il guscio degli scarafaggi.
Come le sapientone, così prese ad intavolare un discorso sensato a dimostrazione dell?io tutto cervello e niente fica, che quando finiscono la frase non sanno più di che cazzo stavano parlando.
Il soggetto, porca troia, ti sei persa quel cazzo di soggetto.
Prova a guardare sotto il culone da ingegnere che ti trascini dietro, forse lo trovi.
Sei solo una culona, una culona col perizoma, la cellulite e il senso dello humor degno della Bridget Jones dei poveri.
Ti ci vedo sai, al mare con il tuo ridicolo costume alla moda e il Tesmed attaccato al cervello.
La cellulite non fa ridere, fa pena.
La bruttezza invece, fa schifo.
Tutto vero.
Come i grandi scrittori del cazzo, quelli che poi, ritrovatisi da soli, faccia a faccia con il foglio bianco e con se stessi, si sono detti ?Porco Dio e ora che cazzo scrivo??
E giù, nell?oblio.
Vero si, come le simpaticone taglia 38 col nasone niente male, quelle che ce l?hanno messa tutta per risultare super simpatiche, super popolari, super intelligenti, super acculturate, ma ehy, tu, donna super super, ricordati che nella vita incontrerai sempre una persona per cui non sei super, ma normale, non sei hyper, ma banale. Qualcuno che come me, ti lascia con un mazzo di fiori in mano.
Le ondate di amicizia e di bontà mirate all?autocelebrazione, mi fanno paura.
Quando ero piccola, in gruppo andavo a bussare sempre al campanello della stessa vecchia. Così, solo per farla incazzare.
Bussavamo e scappavamo via.
Le non diceva niente, ma sapeva chi eravamo, ci conosceva tutti, uno per uno.
Mi sono sentita come quella vecchia.
Con lo stronzo che ogni volta passa di qui a scrivere ?Sborraaaaaaa sulle tue tetteeeeeee? ?Troiaaaaaaaa?.
Brutto coglione con l?uccello a spillo, muori.
Siete più originali del mio scolapasta.
Siete più simpatici della scopa rotante.
Prevedibili come una cacata dopo il caffè e la sigaretta.
Ora qualcuno si alzerà in piedi puntando il dito che di solito usa per scaccolarsi al semaforo, contro di me, dicendo ?E tu??
Io un cazzo, mi accontento di essere la peggiore.
So solo che su queste pagine io ho inciso il mio disagio, le mie incertezze.
Ero debole, quando ho cercato di essere forte.
E brutta e insulsa, quando ho cercato di essere bella.
Internet è il sentimento più aggrovigliato.
Perché l?amore qui è possibile.
E non è il ragazzo di cui sono innamorata.
Lui è proprio l?amore.
Nella sua totalità.
Nella sua complessità.
E io l?ho trovato qui.
In questo posto così reale quanto intangibile, che non ha luogo, non ha casa non ha tempo.
In questo spazio infinito.
Nell?attimo che sfugge.
Impenetrabile.
E che per questo.
Non mi apparterrà mai.
Ogni volta che sto per partire penso sempre che qualcuno possa venire qui, adesso, e trattenermi, come in quella famosa puntata di Candy Candy in cui Terence la trattiene cingendole la vita, da dietro, sulle scale.
E questo pensiero, questo desiderio, dura giusto l?attimo di girarmi e realizzare che non mi sta trattenendo nessuno.
Realizzare che sono sola.
E che forse questa cosa che sento tirare è solo la mia maglietta extra large di Superman impigliata nella maniglia della porta.
E niente.
Spero solo che i terroristi del cazzo facciano un attentato a Milano, ora che non ci sarò io, così almeno potrò salvarmi il culo.
Per una volta, per una volta almeno, nella mia vita.
Per il resto devo solo pensare alla valigia, al costume, voglio un vestito nuovo, dei trucchi, il rossetto Dior n°666, un cervello pulito, una fica vergine, la pace nel mondo.
Bhè, ci rivediamo.
(Vi seppellirò tutti.)