Archive for 24 Ottobre 2006

Cento Jägermeister prima di andare a letto

Martedì, 24 Ottobre 2006


Da lucida

I fagioli bollono nella pentola insieme alle loro amiche.
Patate, carote e lenticchie.
Faccio la tipa sana.
Ogni cosa che ficco in bocca la ritrovo nel cesso, nel giro di circa di un?ora. La cosa mi preoccupa ma sono felice, così dimagrisco.
Chi se ne frega l?importante è essere belle e fighe.
L?importante è che mi apprezzino, se fossi brutta non avrei nessuna cazzo di possibilità su questo pallone sgonfio chiamato mondo.
Accendo una sigaretta, oggi il tempo è piovoso, o meglio, pioggerelloso, tipicamente milanese, perché c?è una netta differenza tra pioggia e pioggerella.
Pioggia = secca e decisa a breve termine.
Pioggerella = lunga e incostante, infinita, indiscreta.
Ti entra perfino nelle ossa.
C?era un barbone all?angolo del Duomo, stamattina, ancora prima di vederlo sbucare da dietro una colonna, ho sentito l?odore del suo piscio, un odore lancinante, acido, pipì malata.
Ho guardato i suoi baffi unti e ho tirato dritto.
Avevo bisogno di un?informazione e quando ho visto un uomo venirmi incontro ho cambiato idea, stava parlando da solo e aveva una faccia tutt?altro che rassicurante.
Sembrava di stare in un incubo, con la pioggia e la gente strana sui marciapiedi, tutto era talmente tetro che ho quasi avuto paura.
Di esistere.
Tra un?ora sarò a lezione di letteratura e come al solito scriverò appunti disgustandomi per la mancanza di passione del professore.
Ti dicono le cose talmente meccanicamente che ti viene da chiedere dove lo abbiano quel cazzo di bottone OFF.
In un posto segretissimo.
Probabilmente sotto lo scroto.
E allora si che sarà impossibile spegnerli.
Il minestrone è pronto.

Da ubriaca

Pare che gli indiani stiano nascosti sotto i palazzi, dentro le mura, o nella metropolitana.
E poi così appena comincia a piovere loro sbucano come lombrichi, con i loro ombrelli disposti a ventaglio, pronti a ed essere venduti per soli cinque euro.
Te ne dò solo tre.
No, dammene quattro.
Te ne dò due.
E così dopo questa lotta sottile, ti sei guadagnato il tuo cazzo di ombrello.
E non sai più chi tra i due, sia stato fregato.
L?altra mattina ho visto una puntata dell?ape Maya e c?era il lombrico depresso che si lamentava, si sentiva inutile, ?non so che cazzo fare? blaterava .
Alla fine della puntata era riuscito a convincersi di essere un tipo giusto, uno che rovescia la terra e che quindi è anche amico dei contadini.
Anche un lombrico ha il suo perché.
Ecco, tutto questo per dire che ora mi sento meno di un cazzo di lombrico, senza braccia e senza gambe.
Giuro che adesso sono proprio ubriaca.
Ho salutato Giù.
Sto bene, certo che ce la faccio, vado a casa da sola.
Non è mica vero.
Mi sono scolata non so quanti Jägermeister e ho passato tutta la sera a giocare a biliardino.
Oh cazzo quando mi ci metto sono un asso.
Una volta ho giocato con uno di cinquant?anni, e mi diceva che ero bravissima, e io sorridevo contenta, pensando che giocavo solo per sentirmi dire che ero brava quanto un uomo, e se possibile, ancora di più.
Più di un uomo di merda che tira steccate.
Mangio crema di riso.
Batto le dita sui tasti come.
Piccole puttane pronte a tutto.
Ho bisogno d?amore stanotte.
Vorrei essere abbracciata, e scopata se possibile.
Sudata, esausta.
Vorrei avere un sogno tra le mani, solo per poterlo fare a pezzi, ma mi accorgo di non avere proprio un cazzo. Mi sento colpevole.
Ho trovato lavoro, per tre sere a settimana andrò a fare la cameriera in un ristorante e poi la mattina all?università.
Senza respiro.
Bhè, sono pronta.
Al sacrifico, alla rinuncia, al no assoluto.
E odio quelle con i tatuaggi e i piercing, messi lì solo per creare un cazzo di look e tutto questo mi fa incazzare perchè contrasta con la mia idea di verginità.
Ed ecco che invecchierai con la tua pelle disfatta e impietosa. Andrai in giro mentendo sull?età e millantando su quante cose tu abbia fatto e su quante persone tu abbia conosciuto.
Che vita avventurosa.
E? così avventurosa che quasi quasi non risponderò più a nessuna cazzo di tua chiamata.
Ho bisogno d?amore.
Vieni a casa mia stanotte?
Ti prego.
Disegna una croce sul mio ventre.
Disegna il tuo passaggio.
La voglia.
La fame.
Il desiderio.
L?abbraccio notturno.
E non lasciarmi qui da sola.
Sul cesso.
A cercare.
Il tuo orgasmo.