Archive for Gennaio, 2007

Il senso di Violet per gli oggetti

Domenica, 21 Gennaio 2007


Senso uno

Un?ora imprecisata della notte.
Non ho voglia di voltarmi, di guardare l?orologio dello stereo e quei diabolici numeri verdi.
Ero alla fermata del bus quando ho visto arrivare una macchina grigia, all?interno dell?abitacolo ho visto un uomo che mi ha fatto dei segni, ho capito che ce l?aveva con me, ma ho distolto lo sguardo, puntandolo verso l?insegna della farmacia notturna.
Croci verdi concentriche che si inseguono come in preda ad una crisi epilettica.
Accendi.
Spegni.
Accendi.
Spegni.
La macchina ha parcheggiato sfornando un energumeno di due metri, il suo modo di camminare era del tipo finto-indifferente-alla-ricerca-disperata-di-un-approccio.
Indiano.
L?aspetto da operaio ripulito per le grandi occasioni.
Vestiti dozzinali.
Si è avvicinato e dopo qualche minuto di sofferto silenzio mi ha chiesto se avessi da accendere.
?Questo gliel?ha suggerito qualche collega italiano? ho pensato, probabilmente un terrone, uno di quelli che sfoggiano sicurezza con gli extracomunitari dando loro tutte queste dritte da quattro soldi.
Gli ho risposto mentendo.
?Non fumo, e guarda, ti ho visto, quando ti sei accostato al marciapiede con la macchina facendo gesti con le mani, questo approccio non funziona, soprattutto di questi tempi, la guardi la televisione? Ecco, vedi, non si sa mai.?
Lui ha sorriso imbarazzato, mi ha chiesto scusa, è risalito in macchina, la sua macchina comprata con un mutuo, con cento sacrifici, con mille gocce di sudore..
E un milione e mezzo di umiliazioni made in Italy.
Guardandolo allontanarsi ho provato pena per lui.
E per me.
Mi sono messa a guardare il pavè sconnesso di Milano, tra quelle crepe buie e ataviche.
Cicche, tacchi spezzati, biglietti accartocciati, sogni infranti e illusioni a pezzi.
Sono rimasta così fino a quando non ho visto la luce dell?autobus, così appariscente, che sembra bucare la nebbia.
Le luci.
E questa dannata esigenza di dare visibilità ad ogni cosa.
Se ti vedono, allora esisti.
E io non voglio esistere.
I giapponesi hanno inventato un mantello tessuto con una fibra speciale capace di rendere invisibili e quando entrerà in commercio tutti lo compreranno, per rubare nei supermercati, per guardare la vicina strafiga farsi la doccia, come nei b-movie, senza correre il rischio di essere scoperti, cosa che invece accadeva al povero Alvaro Vitali.
Mi vengono in mente quelle inserzioni che di solito comparivano tra le pagine dei giornaletti porno, in cui si pubblicizzavano profumi capaci di renderti un?icona del sesso, pompette per l?allungamento del pene, radioline per ascoltare bisbigli a distanza e i mitici occhiali a raggi X. Ogni oggetto era accompagnato da una vignetta.
Boccetta con donnina e serpente.
Pene prima e dopo il pompaggio.
Orecchio con radiolina e onde energetiche.
Testa di maschio con occhiali e donna in lontananza con sagoma di vestito e mutande in bella vista.
Tutta roba capace di renderti ciò che non sarai mai.
Le tue più grosse aspirazioni non sono mai state così facili da raggiungere.
Attraverso un bollettino postale intestato a.
E il tuo sogno ti arriverà dritto a casa.
In confezione completamente anonima.

Senso due

Ammetto di aver avuto paura.
Il battito cardiaco irregolare, salivazione zero, colorito pallido, ansia, voglia di cacare, insomma, i classici sintomi pre-data-importante.
Una volta arrivata in facoltà mi è passato tutto, ascoltando i discorsi della gente che non sapeva un cazzo, ragazzine con i jeans rigorosamente schiaffati negli stivali dilaniate da dilemmi del genere:?ma cos?è la critica sociologica??.
E allora mi sono sentita un genio.
L?esame è stato rimandato, ma mi sento a posto. L?esistenza degli altri mi serve, mi fa sentire più sicura.
Sono chiusa in casa da quasi dieci giorni, non muovo il culo dalla sedia, esco qualche ora per fare la spesa e qualche sera vado a lavorare. Non ho termini di paragone.
Esisto solo io.
Non riesco a parlare con chi cerca un dialogo con me, ma con chi non lo cerca, paradossalmente.
Non rispondo più al telefono, parlare al cellulare mi avvilisce, mi stanca, mi deprime.
Ho la tele sempre accesa, è impossibile studiare in silenzio e noto come la mediocrità scorra a fiumi sullo schermo. Quelli del GF stanno bene attenti a mettere nella stessa casa il poveraccio ignorante e il riccone pseudo-acculturato, in modo che sia chiara la differenza tra i due, li acconciano anche a tema: il ricco col capello che fa tendenza, il povero con la testa rasata e anonima.
E così che tutti sfilano con i loro sorrisi bugiardi da 1500euro, il costo di un trattamento sbiancante con il laser, il trionfo dell?ipocrisia, della gomitata nello stomaco e del calcio nei coglioni.
Oggi mentre ripetevo hanno mandato in onda una signora mentre si sottoponeva ad un lifting-lampo. Lo chiamano l?intervento della pausa pranzo. Ti inseriscono dei fili sotto la pelle, dei fili che ti tirano la faccia, per eliminare i primi cedimenti del viso.
E in poche ore sei nuova, puoi andare fuori e rimorchiare all?uscita delle scuole elementari.
Con dei fili facciali come quelle marionette orrende con la mandibola mobile e l?espressione malvagia.
A me sembra tutto feroce e grottesco.
E le bambine che alla televisione pubblicizzano scarpe o giocattoli, facendo giravolte con delle gonnelline striminzite, sono delle piccole puttane. Nei loro sguardi c?è la consapevolezza del potere sessuale che hanno sugli uomini adulti.
Il bisogno esasperato di piacere, non sono povere vittime innocenti, ma carnefici.
Oggi ho ricevuto un messaggio dal più grosso sacco di merda che si sia mai parcheggiato nella mia vita, in parole povere, da un mio ex.
Diceva qualcosa del tipo ?ho voglia di vederti e di mostrarti delle foto?.
Naturalmente ho risposto dicendo che no, non posso, sono impegnata e che non me ne frega un cazzo di incontrarlo, non credo che la gente cambi, anzi, non si evolve in nessun modo, e in generale ho smesso di avere fiducia nel progresso.
Quando ero una ragazzina e tutti parlavano del mostro-AIDS e del mostro-cancro, io non mi preoccupavo, pensavo chi se ne frega, quando io diventerò grande avranno trovato la cura per tutto.
E invece no, non hanno ancora trovato un cazzo di niente, mi sento circondata da un disfacimento che sa di regresso, di sconfitta e di buio.
Per questo scelgo di stare da sola.
Dormo con un pupazzo enorme.
A volte abbraccio il cornicione della porta del bagno, ma non me ne accorgo, non realizzo che sia davvero quello che sto facendo. Ma è proprio così, abbraccio oggetti, convinta di trovare briciole di sentimenti vivi e pulsanti.
Magari un giorno convolerò a nozze con l?attaccapanni.
E avrò uno scolapasta come amante.

Ps:sto guardando la replica di ?I sogni nel cassetto?, un programma di Mike Bongiorno,datato 1980.
I concorrenti sembrano usciti dal museo delle cere, ma adoro quei vestiti senza pretese,
le pettinature retrò, la scenografia coloratissima, e il loro aspetto ingenuo e sincero.
Ho un nuovo amico.
E? ciccione, ha gli occhiali spessi e fa il travestito in Viale Zara.
Nel tempo libero distribuisce giornali gratis.
Di notte.
Ci siamo incontrati alla fermata del bus.
E? molto simpatico.
I relitti sono decisamente più interessanti della gente normale.
(Il mio amico travestito si fa inculare vestito da donna.
Il resto del mondo preferisce subire il trattamento in giacca e cravatta).

Una perfetta non-amica

Giovedì, 11 Gennaio 2007


L?aspetto peggiore di un lungo viaggio su un mezzo pubblico è che devi sorbirti i discorsi della gente a distanza ravvicinata.
Ovvero: non hai scampo dalle stronzate altrui.
I passeggeri si sbizzarriscono con discorsi sui soliti luoghi comuni, il tempo, le ovazioni sui figli, (e qui scatta tra vicini di sedile, un sottile gioco allo sfinimento, vince chi ha i figli più fighi e meglio sistemati: banca 10 punti, poste 8 punti, comune 7 punti, muratore = sei un fallito ecc.), sulle abbuffate natalizie, sulla salute ecc.
Io ascolto, per due motivi: perché sono curiosa, e perché in seguito potrò avere una buona ragione per odiarli.
Bla bla bla, si sente l?odore del loro alito di vecchi, un misto fra saliva, medicine e cibo di ospedale-reparto-gastroentereologia.
Prima fermata.
Autogrill.
L?autista prende il microfono e dall?alto della sua posizione di conducente-capo dice: ?Signori, ci fermiamo per dieci minuti, ma dieci eh! Poi ripasso a contarvi, vi ricordo che sul pullman è vietato mangiare e consumare bevande di ogni tipo?.
Però tutti scoreggiano, mi viene da dire.
?E non toglietevi le scarpe? aggiunge.
La sportello si spalanca e tutti si fiondano a terra, in massa, formando un gruppo compatto che ricorda tanto un branco di pecore drogate, uno, due, tre scalini, e il gruppo si scioglie: comincia la diaspora.
E questa diaspora ha un?unica meta: il cesso.
Io mi alzo per ultima perché odio essere toccata, e resto a guardare i loro culi stropicciati avviarsi verso l?uscita.
Alla toilette ci si trova sempre davanti alla stessa scena, ci sono tre porte: il cesso degli uomini, quello delle donne e quello degli handicappati.
Piscio in quello degli handicappati perché fuori dal bagno delle donne c?è sempre una fila interminabile, una lotta spietata, e i soliti insulti contro la furba di turno.
Per non parlare degli assorbenti lasciati qua e là, aperti con tutte le ali, atti a mostrare di che pasta è fatta una vera donna.
E? così che il lines seta ultra tanto candido e decantato dalle pubblicità si trasforma in un volgare piccione assassinato, con tanto di ali e sangue raggrumato.
Dopo la pipì comincia il grand tour nell?Autogrill, fra panini mosci al gusto di neon delle vetrine, statue di Padre Pio, parrucche di carnevale, taralli di tutte le forme e misure, giornali porno, cd di Nino D?angelo, e minchiate di ogni tipo.
Il bancone è inaccessibile: ?Un caffè! Un cappuccino! Una brioche!? urla e spintoni in un?orgia di scontrini.
Non prendo niente, ma vedo gente che si ferma a comprare spazzolini da denti al convenientissimo prezzo di 9,00 euro IL PEZZO. Gli intelligenti acquisti degli italiani.
Quelli che fanno girare l’economia e non solo.
Un gruppo di uomini-camionisti staziona davanti ai pornazzi intrappolati in un amletico e tacito dubbio: ?Cosa compriamo? Skorpio o Casalinghe Bollenti??.
La maggior parte delle persone torna sul bus con qualcosa da mangiare, qualcosa che possibilmente faccia crick crock.
Tra i dieci comandamenti del passeggero abituale ce n?è uno che fa: se non compri niente all?Autogrill sei uno sfigato.
Le mascelle e le dentiere si uniscono all?unisono, patatine, biscottini, wafer e noccioline, cristo.
Fa tutto rumore.
E? il momento di mettere le cuffie e alzare il volume a palla.
Anche una canzone di Manuel De Peppe, va benissimo come copertura.
A poco a poco il sole sparisce, arriva la nebbia, le nuvole, la pioggia, l?inferno di gas nocivi: sono nella mia meravigliosa Milano, grazie a Dio.
Scendo dal pullman, prendo la valigia, e in un tripudio di pozzanghere e fango mi avvio verso casa.
Non scambierei casa mia con nessuno stramaledetto attico del cazzo, anche se ogni volta al mio rientro mi tocca spalare la merda malata dei piccion-corvi che non esitano ad organizzare simpaticissimi party piumati sul mio balcone malandato.
Ognuno ha la sua croce, e io ne ho più di una.
Anzi, ho una vasta collezione di croci.

Nove non-propositi per il nuovo anno. (dieci no, il dieci è un numero troppo cristiano, che sa di comandamenti, di Mosè, di regole, di Mar Rosso che si spalanca, io ne voglio nove, in modo che risulti una cosa quanto più pagana possibile, e che io possa trasgredire senza paura di subire sarcazzo quali piaghe divine).

1)Non smettere di fumare, perché mi piace tenere in mano la sigaretta, odio il fumo, ma amo il gesto, amo sventolare la mano stringendo tra le dita un?insana sigaretta.

2)Non fare sesso, il sesso è volgare (a meno che non si tratti del principe azzurro con gli occhi terribilmente blu e l’uccello lungo, pulito e profumato).

3)Non smettere di guardare programmi idioti alla televisione, tra cui la televendita del miracoloso Giorno e Notte in cui tutti gli ex ciccioni portano come testimonianza del loro ex-culone, un paio di jeans deformi.

4)Non tagliare i capelli, i capelli devono essere lunghi, le donne con i capelli corti sono degli uomini con le orecchie a palla.

5)Non comprare cinquanta creme profumate al mese, costano troppo, e la crema profumata dopo un po? di tempo che staziona nel tuo bagno, comincia a puzzare.

6)Non fare amicizia con nessuno, la gente pretende, e quando sorridi e ti rilassi, mostri a loro tutta la tua debolezza.

7)Non smettere di comprare ogni volta che capito al mercato cinque paia di mutande diverse, devo superare le cento paia di mutande che ho nel cassetto.

8)Non lasciare debiti da Blockbuster, il fatto è che le scadenze mi creano ansia, quindi regolarmente, non le rispetto.

9)Non pagare il canone rai, che mi pignorassero la televisione, anzi se dovesse venire la finanza a casa ho deciso che butterò la tele dal balcone, così magari riesco anche ad ammazzare Pina mentre va a buttare l?immondizia.

Ora ho bisogno di dormire.
E di trovare una non-amica.
Per maltrattarla.
E per litigare tutte le volte che voglio.