Archive for Ottobre, 2008

Straight to hell

Lunedì, 20 Ottobre 2008

A Marco.

Al vuoto immenso che ha lasciato nella mia vita.

Da anni vivo in questo corpo. È una convivenza difficile. C’è il divario. Fra quello che vedono gli altri. E quello che vedo io. Vado al bar sotto casa. Mi spiace togliermi gli auricolari. Ma devo relazionarmi. Altrimenti divento scema. Bevo. Cerco di essere brillante. Di stare sveglia. Di dimostrare che niente mi scalfisce. Sorrido. Rido. Ma dai. Non essere stupido. Gli occhi che scivolano sulla mia gonna. Avvilimento. Chiedo se sono bella. Le risposte sono bugie a comando. Me lo aspetto. Tu menti. La menzogna è facile da sostenere. Difficile da metabolizzare. Fingo di credere. Fingo compiacimento. Soddisfazione. Posso dormire a casa tua. Va bene vieni. Diverse sere con un ragazzo diverso. Un ragazzo che non mi tocca. Se qualcuno mi tocca. Lo uccido. Mi uccido. Il mio corpo deve essere sacro. La paura di dormire sola. Ultimamente. Mai stata così fragile. Conservavo un vago ricordo. Della debolezza. E ora mi riscopro. Nella vulnerabilità. Nella paura del buio. Nella paura di sbagliare. Nella paura della vendetta. Dell’odio. Del rancore. Nella paura di svegliarmi. E accorgermi che ho bagnato di nuovo il letto. Come una bambina di tre anni. Vado al lavoro. Bevo nel ristorante. Quando il mio capo si gira. Mi spino una birra. Bevo gli avanzi delle bottiglie che hanno ordinato i clienti. Raccomando solo i vini che mi piacciono. Perché una sbronza deve avere il suo valore. So che devo uscire dopo il lavoro. E andare in qualche posto del cazzo. Dove c’è gente come me. Peggio di me. Che mi faccia sentire migliore. Racconto bugie. Dico che sto bene. Che non me ne frega un cazzo. C’è la folla. E nella massa spero di perdere. L’individualità. C’è chi vince al suprenalotto. E chi gioca. Gioca. E si risveglia più povero di prima. Non per i soldi. Ma perché. Gli hanno tolto l’ultima briciola di. Speranza. Spero di non svegliarmi. Spero di dimenticare tutto. Giro con una felpa oversize. Mi copro la faccia col cappuccio. Non voglio vedere. Non voglio che mi vedano. Sono invisibile. Indosso occhiali scuri. Fino a quando non mi sento troppo. Ridicola. E non mi accorgo che. Sono davvero troppo grandi. Per me. Studio. Solo per il senso di colpa. Devo cercare di dare il massimo. Anche quando le mie capacità sono azzerate. Vorrei spiegare. Ma non spiego. Mi piego. Subisco l’indifferenza. La convinzione. Le frustrazioni altrui. Il livore ingiusto. Inaccettabile. Prendo impegni. Per la notte di halloween. Voglio essere un angelo. Deforme. Voglio comprare un paio di ali. Ho sempre ingoiato. I peccati degli altri. Sono innocente. Sono innocente. E Dio. Tu lo sai. Tu che urli. Sopra le nuvole. Chiunque tu sia. Spegni tutto. Il sole. La luna. Le fottute stelle. E accendi me. Regalami brividi. Regalami sogni usati. Regalami un miraggio. Coltiverei anche il deserto. Trafiggimi. Sconfiggimi.
E.
Amami
Amami.
Amami.

Questo è un bacio fotografico.
La foto l’ha scattata Michele.
Sei il mio migliore amico.
E in questa foto.
Ubriaca.
Abbandonata.
Hai colto una briciola.
Di felicità.
Di cartapesta.
Ti voglio bene.