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La vergogna (corpus)

Martedì, 15 Novembre 2011

Dicevo.

L’unica struttura che i romani concepiscono è quella dello stadio, e nello specifico dello stadio romano in una domenica in cui si gioca il derby.

Lazio – Roma.

Le curve. Gli insulti. I cori elementari. Le rime becere. I razzi che partono a tutta velocità, e anche se qualcuno ci lascia la pelle, bhé poco male. Il derby è più importante.

Di seguito un coro dal testo molto profondo ed esplicativo dello strano fenomeno:

PERCHE’ PERCHE’
LA DOMENICA MI LASCI SEMPRE SOLA
PER ANDARE A VEDERE LA PARTITA
DELLA ROMA
PERCHE’ PERCHE’
TIFO ROMA TIFO ROMA ALE’ ALE’ (aggiungiamo anche uno YUPPY Yé Yé)

NON ESSERE GELOSA SE ALLO STADIO VOGLIO ANDAR
NON ESSERE FURIOSA SE IO VADO A CARICAR
PER TE PER TE PER TE CHE SEI LA MIA PASSIONE
IO FACCIO
IL LANCIO DEL MATTONE…

Tutti i romani corrono allo stadio e non importa se nel mentre le loro donne si fanno chiavare selvaggiamente, quando la squadra del cuore gioca non c’è alluvione che tenga.

L’alluvione. Appunto.

I romani sono talmente impegnati a coltivare la cultura del PUPONE che si dimenticano di curare la propria città e in effetti bastano quattro gocce per affogare i cittadini e fargli fare la fine dei ratti impazziti, la stessa scena a cui avranno assistito i passeggeri del Titanic, suppongo.

Davvero imbarazzante.

Tutto questo non sarebbe un problema, voglio dire, “paese che vai usanze che trovi”,i pigmei mangiano lombrichi, i thailandesi cucinano pantegane e i romani sono dei trogloditi da stadio, ma eccepisco, tutto questo non sarebbe un problema se tale struttura non si applicasse anche all’ideologia, di ogni tipo.

Per esempio, quando ci sono le elezioni i romani scendono in piazza in attesa dei risultati, non perché la cosa gli interessi davvero, ciò che li attira è il clima da stadio che si realizza nel giro di pochissimo tempo.

Canzoncine, bandierine, pugni in faccia, fischi, conti alla rovescia, inni improvvisati, balli di gruppo tendenti allo strusciamento, l’occasione diventa ghiotta per rubare o scroccare qualche panino dai baracchini allestiti dai partiti.

La stessa cosa è successa durante la manifestazione degli indignados (la versione italiana era patetica ed oltremodo ridicola) divenuta in poco tempo curva sud VS curva nord. Er pelliccia, er mutanda, er monnezza sono i protagonisti indiscussi di ogni discesa in campo del grottesco popolo romano.

E ancora, la mega rissa davanti allo store di elettronica. Possiamo riassumere la vicenda in una semplice ed immediata serie di parole consequenziali:

crisi->multinazionale->deprezzamento promozionale->diffusione della notizia->i-phone->idea di possesso->idea di predominanza->folla->divisione in fazioni->clima da stadio->rissa->bambini travolti->vetri rotti->danni.

Ecco come l’ideologia da stadio mostri di essere profondamente radicata nella cultura romana e come essa stessa sia diventata criminosa all’inverosimile.

Ok. Non c’è differenza tra un pedofilo che si scopa un bambino e un branco di coglioni che si accapigliano travolgendo i piccoli. MI FATE SCHIFO.

E ora si arriva alla questione più recente. Il lancio delle monetine al presidente uscente. Certo, perché i romani, noti morti di fame, hanno davvero soldi da buttare, e ne hanno talmente tanti che toh, di notte si tirano su i calzoni e vanno a ripescare i desideri dei turisti nelle celebri fontane della città eterna (dopo l’alluvione però io avrei dei dubbi su questa presunta eternità, amen).

Ah si, fottono anche quantità incommensurabili di liquidi ai poveri turisti giapponesi con i loro escamotages da napoletani, e guai a dargli del “napoletano”, vedrete i romani andare su tutte le furie accipicchia!

I romani che accusano me o chiunque abbia votato Berlusconi, di essere un burattino, sanno ben poco della storia politica e antropologica del nostro Paese.

Un  Paese che sta con i forti solo finché vincono.

Un Paese in cui la magistratura ha un potere spropositato ed è tale da far cadere i governi, di destra o di sinistra non fa differenza.

Un Paese che assolve i terroristi.

E che lascia la gente bruciare viva alla finestra.

 

Primavalle, vi dice niente?

 

 

 

 

 

 

La vostra cultura costruita sulla free press mi fa schifo. Davvero, non lo dico tanto per dire, mi fate schifo. Le vostre preoccupazioni tra fregna, matrimoni alla Mengacci, taglio della cravatta e fiaschi di vino, mi provocano fastidio e ripugnanza.

Ma voi davvero credete che si possa diventare ricchi, come Berlusconi, senza aver MAI FATTO UN CAZZO? Una persona che ha lavorato tutta la vita e che continua a farlo, dando migliaia di posti ai pagliacci della vostra città di merda (il GF non è pieno di romani anche quest’anno? E che favoloso sfoggio di educazione) ma voi, che cazzo avete mai fatto nelle vostre patetiche vite? A parte andare allo stadio.

Se un uomo possiede tanto denaro e vuole pagarsi i suoi troioni sono cazzi suoi, voi, fannulloni, ripeto, MORTI DI FAME, chi siete per giudicare. E ora mi direte “eh si però Berlusconi andava con le minorenni”. E voi il video di Belen non lo ve lo siete guardato? O meglio, quando hanno annunciato che Belen in quel video era minorenne non è scattata in voi la scintilla della trasgressione?

Gli uomini-porci non sono un bello spettacolo, ma gli uomini-porci-pezzenti sono ributtanti.

Mi piacerebbe entrare nelle vostre case, nella vostra quotidianità, e portare tra le vostre mura l’ideologia che voi vigliacchi portate in piazza, perché presi singolarmente siete dei vermi.

Verrei a tirare i mattoni in testa ai vostri figli, per vedere come vi sentite quando si tratta di voi, delle vostre cose e dei vostri affetti.

Verrei a tirarvi le monete in faccia mentre tutti i giorni subite angherie dal vostro capo e verrei a scaricare valanghe di feci sul vostro lavoro da lavativi.

Verrei nella vostra camera da letto a filmare i vostri amplessi squallidi, le dita dei vostri piedi che si contraggono mentre raggiungete l’apice della sveltina.

Verrei nei vostri pensieri più profondi e filmerei tutto, registrerei tutto, per mettervi davanti alla vostra vergogna, e farvi scoprire che mentre vi scopate vostra moglie.

In realtà.

Sognate di sverginare le vostre sorelle.

La crisi.

La crisi.

Ah ah.

Vediamo chi la vince questa partita.

 

 

 

 

 

 

La vergogna (incipit)

Domenica, 13 Novembre 2011

Qualcuno spieghi ai ROMANI MORTI DI FAME, che il governo, la vita, non sono uno stadio gremito per un derby di merda Roma-Lazio.

E questo è solo un piccolo anticipo.

Le monete fareste bene a risparmiarle, ladri, pezzenti vi rinchiuderei in un forno crematorio.