Articolo taggato ‘carri funebri’

Si..sono quella..

Lunedì, 28 Giugno 2004

Apro gli occhi..sul tavolo vedo birre vuote…e il posacenere pieno di cicche,mi hanno lasciato anche mezza busta di cocaina,ma la odio..mi fa schifo..so che sta per succedere qualcosa di brutto per me..ho fatto un sogno,te l’ho raccontato..piango,fumo mezzo spinello che ho trovato in bagno sul termosifone…e aspetto..aspetto che arrivi..
Esco di corsa,lo leggo davanti a uno schermo,in lacrime leggo..che te ne stai andando.E non capisco più un cazzo.
Torno a casa e mi piego in due sul mio lettone..sono io,sempre io,quella che fuma hashish e si ubriaca,quella che fa l’autostop,l’incosciente,quella che le prende sempre dagli uomini,quella Violet che è sempre nei casini e nelle situazioni assurde…”Non andare a giocare con Violet,perchè dove c’è Violet ci sono i guai”.
Io,quella che succhia il cazzo e si masturba,la depravata.
“Chi sei tu?”
“La tua zoccola”
Risposta esatta.
Quella Violet che pranza all’una di notte,che non mangia mai,quella che però c’è sempre se stai male,quella che non esce con te da sette fottuti anni,ma ti conosce benissimo..e tu lo sai..
Sono quella a cui dici di ridere e che però stai lasciando senza neanche guardarla in faccia..e mi incazzo,non rido,piango di rabbia e infierisco contro Dio chiedendogli “Cazzo perchè mi hai dato un corpo così fragile,se poi devo subire tutto questo…vaffanculo!..vaffanculo..”
Perchè…perchè io sono quella a cui tutti dicono “Non ti farò del male..non io” e invece puntualmente per me è riservato il trattamento migliore…Violet..che si sente speciale,ma è solo una zoccola in cerca d’amore..per le troie non c’è amore e dove stai andando tu di puttane ce n’è un sacco.Non hai bisogno di me.
Penso a quello che mi dicevi..e alzo il volume dello stereo..mi fotografo la faccia sperando di catturare questo dolore e questa rabbia di merda..mi stringo nella tua maglietta e penso alle promesse che non hai mantenuto..
Sono quella che deve sempre capire,quella sempre disposta a dare tutto,quella che a comando ascolta,ride e ti fa godere.
Quella che paga per i suoi sbagli..come quando la poliziotta inglese mi è venuta a prendere e mi ha chiesto “Sei tu quella che…?”
“Si.. sono io quella..”
“Yes..I’m that one”

Stone tears

Giovedì, 10 Giugno 2004

Mentre cammino per la strada,in pieno pomeriggio,non c’è nessuno in giro…le uniche facce che vedo sono quelle da culo dei politici.Sono dappertutto e ridono!..Che schifo..Io voto quello che si è fatto fotografare con la bicicletta in mezzo al prato,decisamente mi sembra il più cazzone di tutti.Ho mandato una mail al mio capo e sono uscita,faccio il mio dovere e se sto male schiodo.Nella mia mente i pensieri fanno incidenti paurosi,non ho fame,sono nervosa,volevo uccidere i miei colleghi.
A casa posso calmarmi,con una canna e Billy Corgan che grida “Crashing down”..si vengo giù con te..
Guardo le mie diapositive…i miei ricordi li immagino così..come diapositive e li guardo controluce..sono scuri,tutto ha un senso.
Una volta a Londra erano le sei di mattina..prestissimo,buio..in metropolitana ho beccato una puttana.Non abbiamo parlato,ma eravamo intime,vicino a noi non c’era nessuno e lei era stata pestata…aveva la faccia gonfia di pugni e rabbia…e piangeva. Non si nascondeva,mi guardava e piangeva.Ero come di pietra e non sono riuscita a dire un cazzo.Quando mi faccio da specchio,vedo me stessa pietrificata di fronte al mio stesso dolore..e come quella volta ho la stessa identica sensazione.Non riesco a dirmi un cazzo.Ho solo voglia di cambiare pelle,così come fanno i serpenti.
Quando ero piccola il mio daddy mi ha fatto vedere la pelle intatta di un serpente,la teneva in un boccaccio,di quelli con la frutta incisa sopra,sul fottuto camino.Nessuno doveva toccarla,diceva che portava fortuna..io l’avrei voluta per me,avrei voluto mettermela intorno al collo e poi trasformarmi,come nei cartoons con tutta la luce e i raggi che accecano le persone.Io volevo essere una fatina piena di veli,con i capelli biondi e gli occhi azzurri,e volevo avere la bacchetta magica ,cazzo.Invece staccavo la coda alle lucertole e le bambine belle non fanno queste cose.
Adesso il vestito da fatina ce l’ho e Cri mi ha detto che devo riprendermi il mondo..perchè il mondo è delle persone come me e lei.Nella mia vita voglio girare sempre con i miei vestiti..e una che va in giro vestita da fatina è scomoda.Non avrò mai paura di mostrare ciò che sono,mi piacciono i miei vestiti.
E sono a mio agio mentre guardo il mondo in faccia.
Guardami.Mentre scalfisco le mie lacrime di pietra.

Insopportabile week-END

Lunedì, 7 Giugno 2004

Insopportabile sabato
E’l'una e il sole entra prepotente nella mia stanza…voglio ucciderlo.Un giorno ucciderò il sole.Sono a letto completamente nuda,ieri notte ero eccitata e mi sono masturbata.Il mio cuore batteva così piano che ho creduto di stare per morire.Chissà dopo quanto tempo mi troverebbero se dovessi morire…mi farebbero l’autopsia e i dottori direbbero”la ragazza si è masturbata prima del decesso”.Immagino la faccia di mia mamma,per niente sorpresa..e poi la mia foto in bianco e nero da psicopatica sul giornale e la gente disgustata che commenterebbe dicendo: “si vede che era una depravata”.
Mi alzo,prendo tutte le mie pillole e mi rimetto a letto.
Vasco mi dice“No senti..stammi a sentire un pò…io vorrei che tu..che tu avessi qualcosa da dire..che parlassi di più..che provassi una volta a reagire..RIBELLANDOTI a quell’eterno incanto..per vederti LOTTARE CONTRO CHI TI VUOLE COSI’ INNOCENTE E BANALE DONNA…donna sempre uguale,donna PER NON CAPIRE..donna per uscire…”E piango ininterrottamente buttata come uno straccio sul letto,con addosso solo il mio golf OVERSIZE e nient’altro..“Non è colpa tua..la verità è che al mondo tu servi così..Non è vero..non servo a un cazzo invece.
Rimango in questo stato pietoso fino alle cinque,poi esco.
Sono stanca e giù di morale..le vetrine nelle quali involontariamente mi specchio dicono:”Dove cazzo vai con quella faccia,vai a rinchiuderti in casa che fai meglio”.Hanno ragione,adesso mi sdraio qui sul marciapiede e mi farò calpestare dai tacchi di queste stronze assatanate che camminano velocissime prese dallo SHOPPING-SFRENATO-PRE-SCOPATORIO-DISCOTECARO-DEL-SABATO.Aspetto seduta il tram che non passerà mai,culi e scarpe di tutti i tipi passano sopra e sotto la mia testa.Detesto le infradito e le zeppe.
Un tipo di Scientology si avvicina e mi chiede “In cosa credi?”e io “Credo solo nel cazzo”Shock di un passante che gira di scatto la testa verso di me.Sono imbronciata..statemi alla larga.
Sono le otto e sono a casa finalmente.Mi faccio le trecce e mi siedo sul balcone,per vedere come il sole va a farsi fottere.
Con le trecce.Sul balcone.
Un principe prima o poi passerà.
Un fottuto principe prima o poi verrà a prendermi.

Insopportabile domenica
Sono sempre qui,sul balcone,il sole non muore se io non vengo a guardarlo.Aspetto sempre il principe che non passerà.Ho sciolto le trecce..perchè ho perso la speranza.
Ieri sera ho fumato tantissimo con i parchetto-friends..ascoltando le vecchie canzoni di Vasco fino alle tre.Alle cinque ho abbassato la tapparella.Morgana stamattina mi ha chiamato..per chiedermi se sto bene..se sono felice.Nessuno me lo chiede mai.Mi ha riempito di gioia.
Il telefono squilla di nuovo.Sta arrivando Tank Girl da Roma..tra un pò sarà qui..e io sono quasi emozionata sapendo che stanotte accanto a me ci sarà il corpo di un’altra persona.Domani mi alzerò e le preparerò la colazione,fingendo che sia il mio uomo.Mi perdo nelle proiezioni dei miei film..e non hanno mai lieto fine…perciò ora mi siedo qui sul letto nella mia penombra preferita.Aspetto la mia amica fumando una sigaretta e sperando di essere risucchiata dalle casse dello stereo.
Rapitemi e non portatemi più indietro.

Odio i lunedì
Ho dormito malissimo…ieri Tank mi parlava..di lei e del suo tipo.Di quanto sia innamorata e felice…andranno a vivere insieme a settembre..più parlava,più la mia vita mi sembrava imperfetta e senza contorni…io ascolto e fumo hashish bevo birra e ingoio pillole distrattamente.che cazzata..sono così fuori di testa che non me ne sono accorta..pillole e alcool…cazzo stanotte avevo le palpitazioni a mille..dopo ore…ho preso sonno.
Stamattina abbiamo fatto colazione insieme..e ci siamo salutate..dovevo scappare qui al lavoro e poi mi veniva da piangere..e non volevo farle vedere quanto sia diventata psicolabile.
Ti verrò a trovare presto..ti voglio bene Tank.
mi devo ricordare che sono donna.
“Donna per non capire”.
Infatti.
Per non capire un cazzo.

Fatina triste

Giovedì, 27 Maggio 2004

L’altra sera ho avuto una crisi del cazzo.Ho tirato fuori dall’armadio il tutù rosa da fatina.Quando l’ho indossato sembravo una scema.Lo giuro.Mi sono messa a piangere di brutto e mi sono chiusa in bagno.Il mio bagno mi vede spesso così.Qualcuno una volta ha anche cercato di sfondare la porta a calci,ma io non sono uscita.E’ stato brutto e avevo un bisogno disperato di sentire qualcuno.Non sono in grado di parlare,scrivere ed esprimere concetti,piango e mi guardo allo specchio con gli occhi gonfi.Anche la mia faccia diventa gonfia e le guance sono viola.Bad Boy per un secondo mi fa ridere.Mi metto nella vasca,l’acqua calda mi frusta la schiena e vedo i residui del mio ovulo infecondato.Acqua,vapore,fumo..mi calmo finalmente e sto quasi per addormentarmi.Non so quanto tempo sia rimasta nella vasca,cazzo che mal di testa.
Ieri sono andata in ospedale,mi sono messa a cercare il mio amico,quello con cui ho ballato l’altra sera a casa…è andato in coma etilico domenica sera.L’ho chiamato…zero.Poi mi hanno detto che l’hanno dimesso dopo averlo ripulito e ieri sera finalmente sono riuscita a sentirlo…
Quando sono tornata a casa mi sono buttata sul letto disfatto e sono riscoppiata a piangere porca puttana…sono stanca,pillole di tutti i colori.Le odio.Veleno schifoso.A volte penso che che gli uomini stiano con me solo per scopare.
Si è vero…tu non sei così.
C’è qualcuno che scolpisce dei pensieri nella mia mente.
Pensa a te cazzo.A quello che vuoi davvero.
Svegliarsi la mattina con il sorriso,svegliarsi accanto ad una persona che ti vuole bene,svegliarsi e non dire “che palle,un’altra giornata di merda”,svegliarsi e sentirsi ancora liberi…come diresti tu..”non ha prezzo”…
Ascolto Patti Smith che canta Frederick,dicono che lei sia un soldato..una che ha sempre combattuto per quello in cui credeva.
Anche io voglio essere un soldato…ma per oggi..oggi no..oggi sono soltanto una fatina triste.

In fondo alla vasca

Lunedì, 17 Maggio 2004

Acqua bollente.Schiuma soffice profumata alla frutta.Il mio rito.Ho anche il pesciolino..e se lo riempio a metà galleggia a pancia in sù come i pesci morti.Passo le ore così..a spremere quest’enorme spugna a forma di cuore che mi hai regalato.Rido.Quando me l’hai portata c’era attaccato un bigliettino con su scritto “I TROMB YOU”.Che romantico.Rido ancora.
La pelle delle dita comincia a raggrinzire e per me è solo l’inizio.
Shampoo che brucia gli occhi.Capelli bagnati,lunghissimi si aprono nell’acqua come serpenti.
La mia pelle è bianca e liscissima.
Dai pori del corpo esce tutta la mia tristezza e si scioglie nell’acqua.
Sensazione di purezza.
C’è troppo vapore…quasi non si respira,ma non apro la finestra.Leggerissimo stordimento dei sensi.
Io ranicchiata…con le braccia mi stringo le ginocchia contro il petto..come una pallina.Le gocce scivolano veloci sul mio viso e canto una canzone qualsiasi a bassa voce..
A volte mi viene da piangere e prima che mi escano le lacrime scivolo sott’acqua con la testa all’indietro.Piango in apnea.
La schiuma si è dissolta e posso quasi vedere il mio riflesso,ma distolgo lo sguardo.Sono durissima con me stessa.Sorrido…passo la mano fra i capelli.Nodi.Mal di testa.Sono stanca e non ho voglia di alzarmi.
Ancora…Ancora un pò…
Tolgo il tappo e il livello dell’acqua si abbassa scoprendomi le spalle e la schiena.
Brividi.
Vedo un tuo capello.Mi manchi…ma lo lascio andare.
Lascio andare via tutto..e rimango così a guardare il dolore,la solitudine e i resti di te che scompaiono nel tubo di scarico formando un piccolo vortice…
In fondo alla vasca.

Ingoio catene

Mercoledì, 12 Maggio 2004

Tutto mi sembra così faticoso.Cammino trascinando catene.Sono in un limbo e devo riabituarmi a questi ritmi veloci.E cazzo sono stanca non ce la faccio.Rumori,autobus,gente che spinge…Involontariamente mi toccano i capelli, come mi infastidisce…Mi giro di scatto e fulmino lo stronzo con lo sguardo,mi verrebbe voglia di dire:”Non mi toccare porca puttana!”
Ricerco il mio stato d’animo in tutte le persone che mi circondano.Una signora cinese tiene il suo baby in quella specie di zaino sul petto.E il baby si agita e si divincola.Lo guardo e lui mi guarda.Siamo tutti e due imprigionati,senza via di fuga…e lui,anche lui a modo suo si starà chiedendo il perchè.
Mi ricordo di quando a teatro ho recitato incatenata.Sofferenza autentica,segni sul corpo,trance completa e appagante…Come faccio a parlarne…come si può descrivere qualcosa in cui si è affondati.
Arriva anche il temporale.Questi giorni sono stati scritti apposta per me.Ogni giorno verso sera ecco le nuvole…e mi piace da impazzire,ripeto in continuazione che questi sono i miei giorni perfetti.Il mio limbo perfetto.Le mie catene perfette.
Mi masturbo al telefono.No.Non mi sento affatto sporca.Sto solo giocando con le mie catene.
E se le ingoio non mi strozzo.

Aghi nella mia pelle

Lunedì, 10 Maggio 2004

Aghi nella mia pelle 1
Prima di partire sono andata a tirarmi il sangue.Mi piace vedere l’ago che buca la pelle e il sangue che riempie violentemente la provetta.L’infermiera mi guarda stranita,non ho mai avuto paura del sangue,anche da bambina ero così,credevo che in questo modo sarei piaciuta di più a mio padre,volevo essere la sua eroina?invece col tempo ho scoperto di essere solo terribilmente perversa.

Cera bollente
Credo che la mia estetista usi il mio corpo per scaricare le sue frustrazioni.I suoi strappi sono violenti e il suo sorriso è una smorfia,un ghigno quasi. Ad ogni strappo avrei voluto tirarle un pugno e alla fine ho immaginato di rovesciarle il barattolo della cera bollente in testa.STRONZA.

Killer train
Uomini morti sui binari mi separano dal mio amante.Io e il mio amante.In mezzo la morte.Milano.Stazione.Una donna con l’addome tagliato,l’assassino è salito sul treno per scappare,poi preso dal panico si è buttato dal treno in corsa.Il mio treno ritarda e io smanio dalla voglia di vederlo.E cazzo mi chiedo se in mezzo alla folla..lui l’omicida mi sia passato accanto,se mi abbia sfiorato la mano.Le mani assassine sulle mie.

Cammino sul tuo letto
Arrivo..ancora prima che tu veda me io vedo te. Lascio i bagagli e ti abbraccio,ti bacio, senza parole..che bello rivederti.Sei il mio piacevole sussulto.E poi c’è anche Frisby e io sono felice mano nella mano con i miei uomini preferiti.Faccio una passeggiata sul tuo letto gigante e bevo Montenegro.Prendimi.Sei uomo.Prendimi.

Aghi nella mia pelle 2
Mi sveglio con dolori assurdi.Mi ritrovo in ospedale.Il dolore mi scuote.Ho le febbre a 40 e i globuli bianchi a 20.000,tiro il camice ai dottori che mi passano accanto e gli dico di darmi qualcosa perché sto per lasciarci il culo.Sono su di una barella e litigo anche con una vecchia.La mando a fare in culo perché dice che mi lamento.Quando mi portano via le faccio anche il dito.Non mi regolo.Sudo.Tremo.Vomito.Sudo.Tremo.Vomito.Nottata di delirio,le mie braccia sono piene di aghi.Mi bombardano di antibiotici e vomito bile.Sono così sudata che i dottori si spaventano.Un serpente è entrato dentro di me e mi morde senza tregua.Il mio seno è bianchissimo e i dottori mi guardano.Intorno a me vedo un sacco di volti hanno il colore del neon e ora ricordo tutto come in un film con le luci intermittenti il crocifisso sfuocato sulla parete.Neon.Mi fanno mille domande ma non mi ricordo un cazzo,rispondo parlando di omini nella pancia,sono sprofondata in una voragine..sto proprio male?.
Sono ossessionata dall’idea di fare sesso in questo stato.Voglio che tu dorma qui con me.
L’egiziana ricoverata nel letto accanto al mio,continua a parlare ad alta voce,ma sto troppo male e non la seguo,poi lei è troppo simpatica e brava, quindi non ho il coraggio di dirle che non me ne frega un cazzo di quello che sta dicendo.
Vene collassate.Vene scoppiate.Braccia viola.
I tuoi baci alleviano il mio dolore,il tuo sguardo è il mio antidolorifico.Tu come antibiotico e come antinfiammatorio,tu nelle mie vene che mi fai da flebo.Chissà quanti al posto tuoi avrebbero fatto lo stesso, sei venuto a baciarmi e a portarmi thè all’echinacea con il miele come piace a me. Mi hai spogliata e rivestita.Mi hai sapientemente accudita.La tua devozione non mi lascia tempo per soffrire.E io credo quasi di amarti.Tu sei il mio ago nella pelle.

Outsider
Ora che sono fuori è come se vedessi le cose diversamente, tutto sembra così paurosamente fermo.Senz’anima.L’ultima visita che ho fatto in day hospital mi ha fatto male.Perchè sono stanca.La radiologa mi ha abbassato i pantaloni con uno scatto così forte che mi ha infastidita e mi ha tirato sul maglietta e il reggiseno con altrettanta irruenza.Ero lì nuda come un verme contro questa lastra grigia e ghiacciata e mi sono uscite le lacrime.Il suo collega che avrebbe potuto avere la mia età,aveva gli occhi su di me, lo so li ho sentiti , e ho sentito il suo imbarazzo.
Non sopporto più queste mani addosso..e questo occhi che mi scrutano, mi analizzano. Basta.Vorrei scappare.Cazzo.Ogni giorno mi rivesto della mia fragilità e spero che non esca il sole.Voglio vedere solo nubi dalla mia finestra.Sono ancora uno spasmo.E sorrido solo se penso a te.
Si, sorrido amaramente.

Morsi

Mercoledì, 28 Aprile 2004

Sento i morsi.Su di me vive un animale accovacciato.Mi morde e la notte mi respira sul collo.Incontro gente triste e disperata e cazzo mi fa male.Morde.Ho l’impressione che intorno a me ci sia solo tanta solitudine.Morsi.Marta sta male.Non mangia,non parla e chiama i suoi figli “stronzi” perchè non la vanno mai a trovare.Ha 50anni ed è magra..non si regge in piedi.Non ha la forza di parlare.Un giorno era sull’autobus e quando l’autista ha frenato lei ha fatto un volo assurdo e la gente credendo che fosse tossica non ha mosso un dito.Come mi sono incazzata.Ste facce bianche milanesi con l’alito di dentifricio Durban’s del cazzo.Marta nel suo corpo ha pochissima vita,per due sere l’ho incontrata e l’ho accompaganata a casa,le ho dato il mio numero di telefono,dicendole di chiamarmi…so che non lo farà mai…perchè lei ha già deciso di morire.
Morsi
Morsi
Morsi
Anche io ho i miei momenti di lucidità.Pensiero profondo“se non posso fare niente per gli altri,allora farò qualcosa per me”.Cazzo e non so perchè vado a casa apro l’armadio e mi provo tutti i vestiti.Mi voglio sentire bella.Accendo lo stereo e ballo,canto e mi cambio 100 volte.E il mio conflitto con gli specchi quasi sparisce…dai,alla fine dicono che lo specchio sia una delle facce di Lucifero e io con il demonio sto in buoni rapporti.Rido.La mia parte amara mi fa ridere.Mi fermo..perchè sulla mia tetta c’è il segno del morso che mi hai lasciato.Vuoi la mia carne.E dici che la mia figa è come il miele.Mi piace l’idea di essere il tuo nettare…
Sto venendo a dissetarti…